Fisco

Marzotto e Donà Delle Rose patteggiano sei mesi sulla vendita di Valentino

La vicenda giudiziaria per una presunta evasione fiscale scaturita dalla vendita di quote di Valentino Fashion Group si è chiusa con otto patteggiamenti a sei mesi, convertiti in una pena pecuniaria di 20.500 euro a testa, per un totale di 164mila euro.



L'accordo è stato raggiunto oggi tra i pm Laura Pedio e Gaetano Ruta, titolari dell'inchiesta, e le difese. A patteggiare la sanzione sono stati Vittorio, Margherita, Maria Rosaria e Cristiana Marzotto, Andrea, Isabella e Rosanna Donà delle Rose e Ferdinando Businaro, tutti soci della lussemburghese Icg, International Capital Growth.



Il procedimento penale riguardava una presunta omessa dichiarazione dei redditi, accusa nata da una verifica fiscale fatta dall'Agenzia delle Entrate e relativa alla vendita del marchio Valentino Fashion Group da parte dei Marzotto e Donà Delle Rose al fondo Permira, avvenuta nel 2008.



Secondo l'accusa, con la vendita del brand sarebbe stata realizzata una plusvalenza di 200 milioni di euro, ottenuta in Lussemburgo (attraverso la società Icg) senza pagare tasse per circa 65 milioni di euro. Per questo, un anno fa erano stati sequestrati degli immobili e altri beni per un valore di oltre 60 milioni.



La cifra contestata, con la chiusura delle indagini ad aprile, sarebbe salita da 65 a 71 milioni di euro. Nell'ambito della stessa inchiesta i pm nei mesi scorsi hanno mandato a processo con citazione diretta (l'iter deve ancora cominciare) Matteo Marzotto, uno dei soci della società Icg al centro dell'inchiesta, Diamante Marzotto, Bart Zech, amministratore della società, Pierre Kladni, presidente del cda, e l'immobiliarista Massimo Caputi.

 

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