Fondi

Private equity in ripresa in Italia, ma la moda pesa poco

I dati Aifi mostrano una ripresa delle attività di private equity e venture capital in Italia. Scarso il peso di settori come il lusso e il tessile, sulle 368 operazioni totali registrate lo scorso anno, in aumento del 5% rispetto al 2012.

 

Un'analisi realizzata dall'associazione del private equity e venture capital e da Pwc-Transaction Services, resa nota ieri, nel corso del convegno annuale Aifi, rivela che tra le 368 operazioni del 2013, solo 12 riguardano il lusso, altre 3 sono nel segmento tessile e 10 in ambito retail. A guidare il mercato sono soprattutto i servizi non finanziari (48 operazioni), i beni e servizi industriali (36) e i computer (36).

 

Lo scorso anno gli investimenti sono aumentati anche in valore: 3,4 miliardi di euro in totale, in crescita del 6% rispetto al 2012. In forte incremento i disinvestimenti, per una cifra pari a 1,9 miliardi di euro (+23%). La raccolta totale ha registrato un +199% a 4 miliardi di euro: un valore influenzato soprattutto dall'attività del Fondo Strategico Italiano (controllato dalla Cassa Depositi e Prestiti). La sola raccolta indipendente ha invece subito un -34% a 623 milioni di euro.

 

«Riteniamo che anche il nostro settore possa contribuire alla ripresa del Paese, fornendo nuove risorse per la crescita del nostro sistema imprenditoriale», ha dichiarato il presidente di Aifi, Innocenzo Cipolletta. In tal senso l'associazione ha individuato una serie di priorità su cui lavorare e sulle quali il governo dovrebbe puntare, per un rilancio dell'economia. Tra queste la semplificazione del quadro regolamentare e gli adempimenti per gli intermediari e un maggiore impegno degli investitori istituzionali italiani (fondi pensione e assicurazioni in primis) verso gli investimenti alternativi (non solo fondi di private equity e venture capital, ma anche i recentissimi private debt/minibond). Infatti, se all'estero il 60% delle risorse dei fondi pensione locali affluisce al mercato interno dei capitali, «in Italia arriva all'economia domestica solo il 30% delle risorse totali». I fondi pensione e le casse di previdenza sono investiti per oltre il 50% i bond governativi, per lo più italiani.

 

Per dare una vera accelerata al private equity e venture capital, il coinvolgimento degli investitori istituzionali italiani non basta. «Serve il consolidamento e il rafforzamento della raccolta presso gli operatori internazionali - ha dichiarato il direttore generale di Aifi, Anna Gervasoni - che può derivare da un complessivo quadro di maggiore stabilità».

stats