Formazione

Missoni e Diadora nel programma Elite

Il programma Elite arriva a coinvolgere 759 società (di cui 472 estere) grazie a 21 new entry tra le quali il marchio della moda Missoni (nella foto, un look autunno-inverno 2018/2019) e il brand dello sportswear Diadora.

 

Elite è il programma internazionale di London Stock Exchange Group, che controlla Borsa Italiana, «dedicato alle aziende più ambiziose, con un modello di business solido e una chiara strategia di crescita». Uno degli obiettivi è supportarle nei loro progetti di sviluppo anche facilitando anche l’accesso ai capitali. Elite è un percorso che vuole contribuire ai cambiamenti culturali e organizzativi delle imprese dall'alto potenziale, offrendo in parallelo «un ecosistema di opportunità di business».

 

Le new entry, segnalate nel fine settimana, fanno parte, in particolare, della Elite Ubi Banca Lounge realizzata in partnership con Confindustria: un nuovo modello di collaborazione tra Elite e il mondo bancario allo scopo di «creare un ambiente dedicato che mette al centro il cliente della banca».

 

«Crediamo fortemente - afferma il ceo di Elite, Luca Peyrano - che il futuro del nostro Paese sia strettamente collegato alla capacità di valorizzare quello delle sue aziende più virtuose ed Elite gioca un ruolo cruciale nel raggiungimento di questo obiettivo». «Questa iniziativa - commente Letizia Moratti, presidente del consiglio di gestione di Ubi - rappresenta in primo luogo una manifestazione di fiducia nei confronti delle nostre aziende e, al tempo stesso, un esempio concreto di come possano essere supportate per inseguire il trend di crescita economica dopo anni di crisi».

 

«Il lancio della Elite Ubi Lounge - osserva il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia - rappresenta un altro importante passo nel percorso di evoluzione e innovazione del rapporto tra banche e imprese, una condizione imprescindibile per un sistema Paese più forte e competitivo, in grado di cogliere le sfide internazionali». «La patrimonializzazione delle imprese e il loro accesso a strumenti di finanziamento alternativi al credito bancario - conclude - rimangono delle priorità. Il nostro compito è quello di promuovere e stimolare un salto culturale e dimensionale delle Pmi affinché si realizzi una crescita senza debito».

 

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