GRUPPI DEL LUSSO

Richemont continua a crescere e il chairman Rupert lascia per un anno

Il gruppo svizzero del lusso Richemont ha annunciato i risultati consolidati dell’anno terminato il 31 marzo scorso: le vendite progrediscono del 14% (+9% a cambi costanti) a quota 10,15 miliardi di euro, con un utile operativo in salita del 18% a 2,426 miliardi di euro e profitti che balzano del 30% a 2 miliardi di euro.

 

Contestualmente è stato comunicato che il presidente Johann Rupert si prenderà un anno sabbatico a partire dall’annual general meeting della società, che si terrà a settembre.

 

Già con la divulgazione dei numeri relativi al primo semestre, lo scorso novembre, la holding elevetica aveva preannunciatol’uscita di scena di Rupert, addirittura a partire dall’aprile scorso. A guidare il gruppo penserà il senior executive committee, composto da Bernard Fornas, Richard Lepeu e Gary Saage.

 

“Nonostante il rallentamento della regione Asia Pacifico e la continua incertezza nell’economia mondiale - ha affermato Rupert a commento dei dati finanziari - anche le vendite del mese di aprile si sono confermate in crescita del 13% (del 12% a cambi costanti) rispetto allo scorso anno. Il consolidato appeal delle nostre maison e il loro ulteriore potenziale di sviluppo ci consentono di guardare al futuro con un certo ottimismo”.

 

Quattro le principali aree di attività della holding: la gioielleria con marchi del calibro di Cartier e Van Cleef & Arpels; l’orologeria con rinomati brand di alta gamma come A. Lange & Söhne, Baume & Mercier, IWC, Jaeger-LeCoultre, Officine Panerai, Piaget, Roger Dubuis e Vacheron Constantin, così come Ralph Lauren Watch e altre linee in joint venture; gli strumenti di scrittura con Montblanc; gli “other business” includono, infine, Alfred Dunhill, Chloé, Lancel e il sito di e-commerce Net-a-Porter, oltre a case più piccole e aziende produttici di componenti per orologi.

 

 

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