I TOP 50 DI FASHION

Tra i protagonisti del 2015 il numero uno è Stefano Sassi

Non solo grandi fatturati. Nella classifica di Fashion sui 50 personaggi che nel 2015 hanno lasciato il segno, pubblicata sull'ultimo numero dell'anno, spiccano nomi noti e meno noti: imprenditori, manager, stilisti, retailer, fashion influencer, accomunati dalla capacità di unire innovazione, concretezza e visione.

 

La pole position spetta a Stefano Sassi, ceo di Valentino (nella foto), emblema di un made in Italy che sa guardare avanti valorizzando le radici, premiato da ricavi in forte ascesa e con la prospettiva di un maxi collocamento in Borsa.

 

In questo elenco, stilato dal nostro direttore Marc Sondermann, la medaglia d'argento va a Pablo Isla, che la prestigiosa Harvard Business Review 2015 sui primi 100 a.d. mondiali mette al terzo posto, dopo Lars Rebien Sørensen della casa farmaceutica Novo Nordisk e John Chambers di Cisco Systems: una bella soddisfazione per Isla, ma anche un segnale di come il fast fashion, se fatto bene, abbia tuttora tante frecce al proprio arco.

 

Il gradino più basso del podio è occupato da José Neves, deus ex machina di farfetch.com, la più importante global community online di multimarca al top, che tra le altre operazioni messe a segno nel 2015 annovera un investimento nel mondo "offline", l'acquisizione della storica insegna londinese Browns.

 

Come fa notare Sondermann nel suo editoriale, le prime tre posizioni sono uno specchio delle tendenze in atto: oltre a Sassi, che il direttore definisce «un esegeta "sciamanico" del luxury», si impongono un recordman del fast fashion e un mattatore del digital. Anche il resto dell'elenco, tutto da scoprire (vedi la versione "e-paper" del numero su fashionmagazine.it), evidenzia un sistema al centro di forti correnti di cambiamento, in fase di ridefinizione dei propri paradigmi.

 

Un ruolo chiave fra i top 50 spetta ai nostri connazionali: in totale 22, «a dimostrazione del fatto - conclude Sondermann - che immaginare una fashion business community vibrante e dinamica senza italiani a livello globale non solo è arduo, è impossibile. Le stesse storie di successo più importanti hanno ben impresso il marchio dell'invented here».

 

Benché la maison Valentino graviti nell'orbita di una realtà del Qatar, la vittoria di Sassi, italiano tanto quanto i direttori creativi Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, ribadisce questo concetto.

 

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