IL CASO MISSONI

Luca Missoni rientrato da Caracas: "Nessuna pista esclusa"

La polizia venezuelana "continua ad investigare, senza tralasciare alcuna pista". Lo ha affermato in un comunicato Luca Missoni - appena rientrato in Italia da Caracas -, in relazione all'aereo scomparso su cui viaggiava suo fratello Vittorio Missoni con la compagna.

 

"Ho intenzione - ha spiegato ancora l'esponente della famiglia di imprenditori - di ritornare a Caracas in febbraio per seguire ancora di persona le operazioni della nave Deep Sea, attrezzata per ricerche sottomarine ad alta profondità, che inizieranno immediatamente dopo quelle dell'altro aereo scomparso il 4 gennaio 2008".

 

Da quanto si apprende dalla nota diffusa in giornata dalla casa di moda l'ambasciatore italiano Paolo Serpi si è ufficialmente impegnato a continuare ogni tipo di ricerca e ad approfondire le indagini del caso. "Tengo a precisare che ad oggi - ha detto Luca Missoni - l’unico dato certo sulla sparizione del BN-2  YV2615 e delle persone a bordo sono le coordinate in cui il velivolo è scomparso dai radar".

 

Dopo il rientro del terzogenito di Ottavio e Rosita Missoni, la famiglia ha deciso di delegare un amico fidato alla supervisione del proseguimento delle attività investigative nelle prossime settimane. "Ancora una volta con la mia famiglia - ha concluso Luca - desidero ringraziare i governi venezuelano e italiano per il loro impegno e determinazione. Abbracciamo tutte le persone che ci sono vicine in questo momento e che con noi sperano nel ritorno di Vittorio, Maurizia, Guido ed Elda. Il nostro pensiero va anche ai piloti e alle loro famiglie, a cui siamo vicini".

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