IN EUROPA

Cushman & Wakefield: «Nel 2017 crescita al rallenty per i centri commerciali»

L'ascesa dell'e-commerce ha avuto un impatto negativo sull'incremento dei centri commerciali europei, che si sono ingranditi meno del previsto: lo rivela Cushman & Wakefield, percentuali alla mano. Nel 2017 sono stati completati 3,8 milioni di metri quadri di nuovi poli o spazi commerciali, con una caduta del 23% rispetto all'andamento del 2016.

 

In particolare, per l'Europa occidentale si parla di 1,5 milioni di metri quadri in più, all'insegna di una riduzione delle aperture del 22,7%. La Francia è progredita di 326mila metri quadri (-28%), la Gran Bretagna di 120mila metri quadri (-23%). L'Italia ha guadagnato "solo" 62mila metri quadri, collocandosi in ottava posizione.

 

Per quanto riguarda l'Europa dell'Est e centrale sono stati sviluppati 2,3 milioni di metri quadri (-23,3%). Le aree che più fanno gola agli investitori internazionali sono Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia.

 

La Turchia ha mostrato un notevole dinamismo soprattutto nel secondo semestre, quando ha totalizzato 495mila metri quadri supplementari, mentre la Russia si è collocata in seconda posizione con 330mila metri quadri e la Polonia è arrivata terza con 298mila metri quadri.

 

Sui 12 mesi nel Paese di Erdogan sono nati 1,1 milioni di metri quadri di spazi, con la prospettiva per il 2018/2019 di avviare altri 1,4 milioni di metri quadri, soprattutto nelle aree di Ankara e Istanbul.

 

A inizio di quest'anno il parco immobiliare dei centro commerciali nel Vecchio Continente equivaleva a 166,5 milioni di metri quadri (+2,3% sul 2017), di cui quasi 110 milioni da ascrivere all'Europa occidentale e 56,8 milioni a quella orientale.

 

Tra quest'anno e il 2019 si stima che verranno creati 6,6 milioni di metri quadri: in Europa occidentale si dovrebbe assistere a un calo consistente (-21,3%) delle aperture previste. Al contrario, per l'Europa dell'Est si calcola un incremento del 21,3%.

 

Come sottolinea Silvia Jodlowski, che ha stilato il rapporto, non è solo l'e-commerce a impattare su questi risultati, ma anche l'eccesso di offerta e un più generale cambiamento nelle abitudini dei consumatori.

 

In che modo si può invertire la rotta? «Attraverso spazi dinamici e di qualità - risponde la ricercatrice - studiati in modo da assicurare un'afflluenza adeguata».

 

«Il centro commerciale diventerà un "centro d'esperienza" - ha ribadito Justin Taylor, capo Emea di Cushman & Wakefield - in grado di ospitare spazi per il divertimento e la ristorazione, negozi pop up, "convenience store" e con molti servizi a disposizione della clientela».

 

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