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«Otb interessata a Belstaff»: ma Renzo Rosso nega

Dopo l'articolo del Sunday Times, che annunciava l'interesse di Otb per l'etichetta inglese Belstaff, il polo veneto smentisce. Come riferisce un portavoce, sembra che Belstaff non rientri nelle mire del gruppo italiano per tipo di prodotto e per target. Ma attenti a Renzo Rosso: anche con Marni aveva smentito fino all'ultimo.

 

Il marchio inglese è da aprile sul mercato dopo che Jab, il veicolo di investimenti della famiglia tedesca Reimann, ha deciso di cedere le etichette fashion - tra cui rientrano Jimmy Choo e Bally - per concentrarsi sul settore food&beverage e sul beauty, con i brand Coty, Krispy Creme e Jacobs Douwe Egberts.

 

Belstaff era passato di mano dalla famiglia italiana Malenotti ai Reinmann, nel 2011, con un'operazione del valore di circa 110 milioni di sterline. Punto di partenza verso una strategia di upgrading della label, che ha giocato anche sulla scelta di testimonial d'eccezione come Ewan McGregor e David Beckham.

 

Con l'arrivo del ceo Gavin Haig, nel 2014, l'azienda aveva rilanciato con una politica di prezzi più moderati, dando avvio a un piano retail e puntando ad ampliare gli orizzonti del brand dal solo outerwear, identificato dall'iconica giacca cerata per i motociclisti, al total look.

 

Nel fiscal year chiuso a dicembre del 2015, Belstaff riportava perdite per 4,8 milioni di serline, su un giro di affari di 7,8 milioni di sterline.

 

Nel gennaio del 2016 si era parlato dell'ipotesi listing, poi smentita in luglio, visti gli effetti della Brexit. Sempre all'inizio dello scorso anno, gli uffici finanziari erano stati trasferiti dalla Svizzera a Londra e anche il marchio era tornato nel Regno Unito.

 

Resta ora da capire se Belstaff rimarrà nella sua terrra di origine, dove è stato fondato nel 1924 nello Staffordshire.

 

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