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«Cerco giovani con mani sapienti»: la lettera di Cucinelli al Corriere

Ogni mercoledì, nella pagina “Lo dico al Corriere” del Corriere della Sera, viene pubblicata una lettera di ricerca di personale da parte di un’azienda. Oggi, 18 gennaio, la missiva è scritta da Brunello Cucinelli, il re umbro del cashmere, che spiega i principi a cui si ispira la sua impresa e con che tipo di lavoratori desidera entrare in contatto.

 

«La nostra impresa è nata e cresciutacon gli ideali del valore umano e di un giusto profitto - chiarisce subito Cucinelli - e anche in futuro questo sarà il carattere immutabile che regola ogni azione della nostra azienda».

 

La lettera prosegue con una testimonianza di incondizionata fiducia verso le nuove generazioni: «Io credo e amo i giovani, riconosco la loro forza incredibile, una forza che dobbiamo in tutti i modi far emergere, perché saranno loro i protagonisti di domani».

 

Poi arriva il “j’accuse” dell’imprenditore, noto per la sua cultura umanista: «Fino a qualche anno fa, e in certi casi ancora oggi,i giovani si avvicinavano con timore e imbarazzo al lavoro, in particolare ai lavori artigianali. Noi siamo responsabili di questo, perché effettivamente ponevamo delle condizioni economiche e morali che deprimevano e offendevano la loro dignità di persone».

 

«Ma siamo responsabili e debitori anche per un altro aspetto, non meno importante - prosegue -: in passato a volte, alla ricerca di un profitto non troppo giusto, abbiamo alterato i valori che riguardano l’impresa, concentrandoci troppo sulle macchine, a sfavore della componente umana. Così facendo abbiamo danneggiato l’artigianato vero, negando la sua natura più autentica, che è quella dell’arte».

 

«Anche la nostra impresa, beninteso, utilizza la tecnologia più avanzata e aggiornata, ma non c’è pericolo che si lasci irretire dal mito della macchina, che rimane semplice strumento - afferma -. Io so che la macchina non può sostituire la persona umana».

 

Infine, Cucinelli definisce meglio lo scopo del suo intervento sul Corriere: «La nostra impresa è alla ricerca di esseri umani con mani sapienti che possano coniugare lavori come sarti, maglieriste, modellisti in modo contemporaneo e cioè utilizzando sì ago, forbici e filo, ma anche laser, così da sentirsi artigiani contemporanei e nel contempo realizzarsi come persone di grande umanità e creatività, perché è di questa capacità di inventare, di essere visionari, che abbiamo bisogno. E tutto, dal salario, ai rapporti umani, alla bellezza del luogo di lavoro, è stato pensato e progettato per facilitare queste qualità», scrive facendo riferimento al borgo di Solomeo, sede dell’azienda che, secondo i dati preliminari, nel 2016 ha realizzato ricavi in crescita del 10%, a 456 milioni di euro.

 

 

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