INTERVISTE

Zhou Shaoxiong (Septwolves): «L'Italia più che mai al centro delle mie strategie»

L'Italia è un trampolino di lancio sui mercati occidentali per Septwolves, marchio di punta del colosso cinese Fujian Septwolves Industrial Co., che ha sfilato a Milano durante la fashion week maschile. Ma l'interesse verso il nostro Paese da parte di Zhou Shaoxiong - chairman e co-fondatore della società da 324 milioni di euro di ricavi - non si ferma qui.

 

I numeri relativi a Fujian Septwolves Industrial Co. sono consistenti (si tratta del terzo gruppo dell'abbigliamento nella Repubblica Popolare, una struttura verticalizzata quotata alla Borsa di Shenzhen dal 2004, che a livello distributivo può contare su 3.500 store in Cina, tra diretti e franchising), ma Zhou Shaoxiong non fa pesare a chi lo intervista la sua autorevolezza, testimoniata anche da una sfilza di riconoscimenti: il più recente risale a pochi mesi fa, l'ingresso nella classifica BrandZ China Top 100, ma è solo una delle numerose soddisfazioni per l'imprenditore che nel 1990, poco meno che ventenne, registrò il brand nella provincia di Fujian. Tre anni dopo la registrazione riguardava già 30 Paesi.

 

«Eravamo io e altri sei soci - racconta -. Sette "lupi", appunto, pronti a metterci in gioco e ad aggredire il mercato». Un'attività che si è sviluppata attorno al core business della moda uomo, ma che in tempi recenti (nel 2013) si è spinta in ambiti nuovi, tramite un accordo con Tencent, il colosso dei servizi di intrattenimento per il web e la telefonia mobile cui fa capo la famosa app di messaggistica WeChat.

 

Nell'ultimo anno Mr Zhou ha intensificato le sue visite nella Penisola, organizzando un evento all'Expo e facendo sfilare a Milano il marchio di ready-to-wear maschile Septwolves, fondato nel 2015 e frutto di una studiata contaminazione tra culture diverse: lo disegna infatti Colin Yang, che divide la sua vita e la sua attività fra Oriente e Occidente e coordina un team cosmopolita di creativi.

 

«Ho portato Septwolves nel capoluogo lombardo perché rappresenta il fulcro della moda, in un Paese come l'Italia che ne è l'emblema. La città è un crocevia di tendenze, contatti e possibilità» spiega l'imprenditore, che tra l'altro viene definito in patria "The King of Jackets", dopo che le sue giacche bicolori sono diventate un must oltre le generazioni.

 

«La mia sfida con Septwolves - aggiunge - è interpretare in chiave moderna e sofisticata la tradizione cinese, sia nelle disegnature che nelle lavorazioni, con un focus su un tailoring attualizzato».

 

«Se questo brand, come sta accadendo, riscuote apprezzamento in Italia - precisa - si aprono le porte di altri mercati strategici, tra cui gli Usa e la stessa Repubblica Popolare».

 

Ma c'è un'altra ragione per cui Zhou Shaoxiong è volato nella Penisola: «Voglio investire su label italiane di qualità, avviare partnership, come sto facendo da due anni a questa parte». «In Cina - puntualizza - la situazione è tuttora favorevole alle realtà del vostro Paese, visto anche lo sviluppo della classe media e del suo potere d'acquisto».

 

Il numero uno di Fujian Septwolves Industrial Co. non rivela altro, mentre si fa più loquace quando parla dei suoi gusti in fatto di menswear: «Mi piacciono Zegna, Canali e Armani, ma il mio "premio" per l'innovazione va a Dolce&Gabbana».

 

Non pensa di estendere prima o poi il business alla moda femminile? «Mai dire mai - risponde -. Uno dei prossimi passi potrebbe proprio essere questo».

 

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