In Borsa

Prada perde quota sul listino di Hong Kong dopo la semestrale

Investitori e analisti delusi per la semestrale di Prada. Nella prima seduta dopo la pubblicazione dei risultati, il titolo del gruppo chiude con un ribasso del 13,95% a 24,05 dollari di Hong Kong, mentre l'indice di riferimento Hang Seng marcia in territorio positivo (+1%).

 

Si tratta di un livello di minimo che le azioni non raggiungevano dall'ottobre 2016.

 

Venerdì (8 settembre) il gruppo ha reso noto che i ricavi semestrali sono diminuiti del 5,5% e l'utile è sceso del 18,4%. Il management ha ammesso che per la ripresa ci vorrà più tempo del previsto, ma non ha dato indicazioni in merito a quando si vedranno i benefici della ristrutturazione in corso.

 

«Prada è uno dei maggiori marchi nel segmento soft luxury - commenta Luca Solca di Exane Bnp Paribas - ma non mantiene le promesse. Vista l'entità degli errori a livello strategico e nel merchandising, riduciamo di un punto la nostra fiducia nella capacità del management di gestire il business».

 

In seguito all'allungamento dei tempi per la ripresa, con maggiori probabilità di commettere errori, l'analista ha ridotto le stime sull'intero esercizio e il target price, portandolo da 37 a a 30 dollari di Hong Kong.

 

Come riporta la Nikkei Asian Review, gli analisti di Macquarie hanno confermato il loro rating "outperform" (farà meglio del mercato) fissando il target price a 30,40 dollari di Hong Kong.

 

Gli esperti hanno rivisto al ribasso le stime di utile, ma sono convinti che la società sia nella giusta direzione per un recupero. I dati sulle vendite sono condizionati, a loro avviso, dalle chiusure di alcuni negozi. Le vendite retail sono diminuite del 7,8%, mentre quelle wholesale hanno registrato un aumento del 5,1% rispetto a un anno prima.

 

«Il risultato operativo (-22%, a 167 milioni di euro) è stato decisamente peggio rispetto alle previsioni - hanno dichiarato gli analisti di Equita al Sole 24 Ore -. Nonostante il margine lordo abbia beneficiato della minore scontistica, dei cambi e di efficienze industriali, i costi operativi per supportare la fase di transizione del gruppo (marketing, sviluppo prodotto, costi dei negozi) sono stati superiori alle attese».

 

«La graduale implementazione della strategia digitale - hanno aggiunto - permetterà di dare evidenza anche agli attuali sforzi su prodotto e negozi. Il secondo semestre è atteso in miglioramento, a cambi costanti, grazie a maggiore presenza dei nuovi prodotti».

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