In Francia

Le ex operaie di Lejaby gettano la spugna

Nel gennaio 2012 le ex operai di Lejaby avevano acquistato per un euro simbolico l'atelier di confezione in cui lavoravano, trasformandolo in una cooperativa di sartoria d'alta gamma. Ma oggi, le lavoratrici trasformate in imprenditrici hanno gettato la spugna e dichiarato il fallimento della società che avevano fondato, l'Atelières.

«Abbiamo avviato le procedure presso il tribunale del commercio di Lione, a cui domanderemo la liquidazione della nostra società cooperativa», si legge in un comunicato. «È una cosa che spezza il cuore a quelle e quelli che hanno sperato di rilanciare un atelier di lingerie e corsetteria».

In Francia il progetto Atelières aveva suscitato l'interesse dei media e non solo. Le operaie aveva conquistato anche l'appoggio del manager Alain Prost (ex ceo di La Perla), che aveva rilevato il marchio Lejaby trasformandolo in brand di lusso con il nome Maison Lejaby Couture, e affidando la realizzazione dei nuovi modelli proprio alla cooperativa Atelières.

Ciò che è mancato però, accusano le dipendenti, è stato il sostegno delle banche, che hanno rifiutato di finanziare l'azienda rinnovata, nonostante questa avesse ottenuto soldi dal fondo di rivitalizzazione regionale, che aiuta la nascita di nuove imprese creatrici di occupazione. «Le banche sono più forti della Repubblica - dice ancora il loro comunicato. Con i nostri soldi, giustiziano ogni giorno decine di Pmi. E oggi è Atelières che va alla ghigliottina».

 

 

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