In Italia

Borghi sui saldi: «Scongiurata la liberalizzazione. Ma è un compromesso»

La Conferenza delle Regioni ha deciso di non liberalizzare promozioni e saldi come richiesto dalla grande distribuzione e ha fissato i giorni di inizio dei ribassi ufficiali, uguali per tutta Italia. «Non è stata accolta la nostra richiesta di posticipare le date», commenta Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia.

 

Interpellati da Federazione Moda Italia sullo scottante argomento dei saldi, il 78% dei titolari di multimarca italiani ha espresso il desiderio di posticipare la data d’inizio degli sconti ufficiali, in particolar modo di quelli invernali: «Sarebbe auspicabile che partissero l’ultimo sabato di gennaio, non a inizio anno, mentre quelli estivi almeno a metà luglio» spiega il segretario generale della Federazione, Massimo Torti.

 

Questa istanza è stata portata alla Conferenza delle Regioni, che però ha dovuto valutare anche la richiesta opposta, di liberalizzazione, fatta dalla grande distribuzione. 

 

Alla fine la scelta presa di bocciare la deregulation, ma di mantenere le date attuali, «è frutto di un compromesso e, come tutti i compromessi, non rappresenta la soluzione ideale», dichiara Borghi.

 

La Conferenza ha deciso di mantenere una data unica di inizio saldi - il primo giorno feriale antecedente l’Epifania per gli sconti invernali e il primo sabato di luglio per quelli estivi -, ribadendo che la regioni non posso modificare tale data, come successo in passato.

 

«Pur non valutando la soluzione indicata come la migliore per rispondere efficacemente alle richieste avanzate dalla stragrande maggioranza delle nostre imprese multibrand - continua Borghi - apprezziamo la decisione delle Regioni di confermare il divieto delle vendite promozionali nei mesi di dicembre e giugno».

 

«Liberalizzare le vendite promozionali - precisa il presidente di Federazione Moda Italia - avrebbe comportato un ulteriore vantaggio per la distribuzione organizzata, che avrebbe avuto la possibilità di pianificare a settembre e a marzo campagne massificate, con sconti eccezionali a dicembre e giugno».

 

«Attendiamo ora - aggiunge Borghi - l’indispensabile accordo tra Conferenza delle Regioni e Anci sull’uniformità dei controlli da parte dei comuni italiani, a garanzia della leale concorrenza e sul pieno rispetto delle norme regionali in materia di vendite straordinarie. Magari prevedendo sanzioni, in caso di violazioni, in proporzione alle metrature di vendita».

 

Attualmente infatti, come spiega Torti, i negozi che trasgrediscono vengono multati con poco più di mille euro, indipendentemente dalle loro dimensioni: «Evidentemente è molto diverso parlare di un punto vendita di 50-100 metri quadri e di uno di mille od oltre» osserva Torti.

 

 

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