In Italia

Confesercenti: nel 2016 saranno 650mila i negozi sfitti. Chiudono 76 esercizi al giorno

La crisi del commercio non si arresta. «Le tante difficoltà hanno ridotto la presenza di esercizi commerciali in Italia, a partire dai centri storici e dalle periferie delle città» ha detto ieri, 6 luglio, all’assemblea annuale di Confesercenti  il presidente Massimo Vivoli.

 

Secondo l’Osservatorio Confesercenti, il 2015 è il quinto anno consecutivo di contrazione per il commercio con sede fissa, la ristorazione e il servizio bar. In totale, dal 2011 a oggi, questi tre settori hanno registrato circa 207mila aperture e 346mila chiusure, per un saldo negativo di poco meno di 140mila imprese.

 

In media, negli ultimi cinque anni, ogni giorno hanno aperto 114 imprese e 190 hanno chiuso, per un saldo giornaliero negativo di 76 attività. Nel 2016 saranno 650mila i locali sfitti (+3,6% rispetto al 2015).

 

Come riporta Adnkronos, Vivoli ha lanciato un allarme: «È ora a rischio il pluralismo distributivo italiano, una ricchezza per il Paese, e non solo».

 

«I piccoli negozi - ha sottolineato Vivoli - rappresentano da sempre vere e proprie “cinture di sicurezza”, ancore di protezione sociale. Costituiscono un presidio urbano costante nel territorio, contribuendo a rendere le strade più sicure e protette dal degrado urbano, dal disagio sociale e dalla criminalità».

 

La perdita di attività commerciali nei centri urbani avanza quasi inesorabile: «Nel 2016 si stimano in Italia oltre 650mila locali commerciali sfitti (+3,6% rispetto al 2015) - ha concluso Vivoli -. Per agevolare il ripopolamento di botteghe Confesercenti propone un meccanismo combinato per riportare i negozi nella città: una norma che permetta di introdurre canoni concordati e cedolare secca anche per gli affitti di locali commerciali».

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