In Tribunale

Forever 21 al giudice: «Gucci non ha il monopolio del web colorato»

Forever 21 non molla sul web e prosegue la sua battaglia legale con Gucci per il libero utilizzo delle strisce colorate. Il retailer americano, sostenendo che la griffe di lusso non possiede un monopolio sul web, ha fornito più di 100 esempi di abbigliamento a strisce di marche diverse.

 

«Gucci rivendica ingiustamente un monopolio su questi ornamenti, che si trovano comunemente su vestiti, scarpe, borse e accessori», ha dichiarato Forever 21 in una denuncia depositata venerdì scorso, 17 novembre, presso la Corte distrettuale della California.

 

La disputa tra i due gruppi va avanti ormai da tempo: il pomo della discordia sono proprio le strisce blu-rosso-blu e verde-rosso-verde, che caratterizzano i capi della griffe fiorentina e che sono tutelati dal marchio Gucci dal 1979, quando sono state depositate negli Stati Uniti.

 

Da tempo la griffe fiorentina chiede che Forever 21 smetta di commercializzare capi che usavano nove dei suoi trademark.

 

Dal canto suo, Forever 21 afferma che i suoi modelli non infrangono le norme sul trademark e che le registrazioni di Gucci relative a questa controversia dovrebbero essere annullate.

 

All'inizio di novembre, una giudice distrettuale aveva respinto le richieste di Forever 21 per non violazione e cancellazione, sostenendo che questo marchio non avesse presentato argomentazioni sufficienti per richiedere la cancellazione del diritto di copyright.

 

Ora Forever 21 torna al contrattacco, sostenendo davanti al tribunale che i web colorati non vengono utilizzati per identificare i suoi capi di abbigliamento, ma per decorarli e abbellirli e che le strisce hanno solo scopo ornamentale.

 

Nella denuncia ha ribadito: «Gucci non dovrebbe essere autorizzato a sostenere che da solo ha il monopolio su tutti gli indumenti rigati blu-rosso-blu e verde-rosso-verde e gli accessori».

 

La decisione di depositare questa nuova richiesta da parte di Forever 21 di cancellare i diritti di Gucci sui suoi marchi iconici e famosi ha subito suscitato una reazione da parte del marchio del gruppo Kering che in una nota ha definito la richiesta .

 

«Una versione più lunga del suo infondato primo atto, che dimostra fino a che punto Forever 21 è disposta a spingersi con il suo business model predatorio, basato sul creare confusione ed inganno nel consumatore. Ciononostante, Gucci proseguirà nel suo incessante impegno volto a proteggere e  difendere i suoi marchi rinomati e la sua brand identity».

Non resta che attendere il verdetto dal giudice, ma una cosa è certa: questa battaglia è destinata a durare ancora a lungo.

 

 

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