In Tribunale

Haeres Equita su Borsalino: «Vogliamo andare avanti»

Con la recente notizia del sequestro preventivo del marchio Borsalino da parte della Finanza, Haeres Equita «prende atto» della decisione del Tribunale di Alessandria e precisa in una nota: «Continueremo a gestire l’operatività della società, comprese la produzione, la distribuzione e le attività di promozione delle future collezioni con marchio Borsalino».

 

Haeres Equita ha in affitto il ramo d’azienda dal 2015 e dal luglio 2017 ha la proprietà del brand dei cappelli acquistato da Mediocredito (Gruppo Intesa San Paolo).  

 

Secondo fonti vicine alla società, i soci (un pool di investitori italiani ed esteri capitanati da Philippe Camperio) non hanno mai manifestato l'intenzione di cedere il marchio a terzi.

 

Negli ultimi due anni hanno investito per dare continuità al business, portando a un incremento del fatturato (da 15,5 milioni del 2015 ai 17,5 milioni del 2017) e a un miglioramento del margine operativo lordo (quasi triplicato, da 1,1 a 3 milioni).

 

Haeres Equita, si legge nella nota, «ritiene che, all’esito degli accertamenti in corso, emergerà la correttezza del suo operato».

 

Intanto il 13 marzo è fissato il processo di appello, presso il Tribunale di Torino, alla decisione del Tribunale di Alessandria di non accogliere la seconda proposta di concordato da parte di Haeres Equita.

 

Il contratto di affitto di Borsalino vale fino al 31 maggio 2018. Di regola si rinnova tacitamente ogni sei mesi, ma può interrompersi se lo decide una delle due parti, Haeres Equita oppure i curatori (nella foto, una limited edition creata nel 2017 per i 160 anni dell'azienda).

 

 

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