In tribunale

Guess vince di nuovo contro Gucci: non è concorrenza sleale

I giudici parigini hanno respinto le accuse di concorrenza sleale di Gucci contro un altro marchio con la G, l'americano Guess (nella foto). La griffe di proprietà del gruppo francese Kering reclamava 55 milioni di euro di danni.

 

Invece il Tribunale di Parigi ha condannato Gucci al pagamento di 30mila euro, dopo avere constatato che non c'è stata, da parte di Guess, nessuna concorrenza sleale, né contraffazione del marchio.

 

Nel 2013 era stato il Tribunale di Milano a rigettare le accuse di Gucci, per l'uso della lettera G come logo del marchio californiano: la “G” risultava troppo diffusa nel mondo della moda e quindi priva di carattere distintivo.

 

Ma la battaglia legale tra i due risale al 2009. Nel 2012, il tribunale di New York aveva stabilito che Gucci poteva chiedere un risarcimento di 4,66 milioni dollari: una briciola, se si pensa che la griffe toscana aveva reclamato 120 milioni di dollari di danni.

 

Il chief executive di Guess, Paul Marciano, ha commentato: «Continuo a credere che queste battaglie legali siano una totale perdita di tempo e che tutte queste energie e denaro dovrebbero essere concentrati sul business».

 

Ma dagli uffici Gucci di Milano hanno già annunciato, in base a quanto riferisce l'agenzia Reuters, l'intenzione di ricorrere immediatamente in appello.

 

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