Incontri

Imprenditori turchi del tessile-abbigliamento incontrano Michele Tronconi

Confronto italo-turco in vista di una più fattiva collaborazione tra le due nazioni. Michele Tronconi, al vertice di Smi, ha incontrato insieme al presidente di Euratex, Alberto Paccanelli, una delegazione delle principali associazioni imprenditoriali del tessile-abbigliamento del Paese che si affaccia sul Mediterraneo.

 

A guidare la delegazione Ismail Gülle, presidente dell'Itkib (Istanbul Textile and Raw Materials Exporters Association) e Bulent Baser, consigliere della Turkish Textile Employers' Association e vice-presidente di Euratex. Primo fra i temi affrontati, i progressi conseguiti - grazie anche alla collaborazione con le associazioni imprenditoriali turche - sul fronte della semplificazione delle certificazioni richieste alle imprese italiane che esportano in Turchia e della sostanziale abolizione dei dazi riguardanti l'interscambio di campionari commerciali.

 

Da entrambi i fronti è emersa l'opposizione all'ipotesi che, dopo la pausa estiva, la Commissione Europea riproponga l'abolizione dei dazi di importazione per i prodotti di tessile-abbigliamento provenienti dal Pakistan, come forma autolesionistica di aiuto per far fronte ai danni causati in quel Paese dalle alluvioni di anni fa. Dei benefici, infatti, usufruirebbero un gruppo di imprese molto competitive, ubicate in regioni non interessate dal cataclisma, e non le popolazioni realmente coinvolte.

 

L'ultimo argomento affrontato ha riguardato il dumping e le sovvenzioni che, a giudizio degli operatori italiani, consentirebbero ad alcune realtà turche di praticare forme di concorrenza sleale. “L’esito dell’incontro – ha dichiarato Michele Tronconi - è stato senz’altro positivo. È nostro interesse guardare alla Turchia non solo come a un forte concorrente, ma anche come un'opportunità per la crescita delle nostre esportazioni nell’area medio-orientale. Senza dimenticare che esiste già un’Unione Doganale con questa nazione, da cui è del tutto lecito pretendere la reciproca correttezza". E ha proseguito: "Questo anche facendo fronte comune su talune questioni di commercio internazionale, alla luce del fatto che a volte le istituzioni europee sembrano del tutto dimenticare le esigenze dell’industria tessile e abbigliamento, presente nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo",

 

 

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