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Chiara Ferragni diventa ceo di Tbs. Pozzoli resta socio di minoranza

Chiara Ferragni sempre più coinvolta nel business di Tbs Crew. L'influencer da 11,2 milioni di follower, sinonimo di un business totale da 30 milioni di euro, ha appena assunto il ruolo di ceo dell'azienda al posto di Riccardo Pozzoli, ex fidanzato e figura chiave nel suo percorso verso il successo, che resta per adesso socio di minoranza. «È ora di rifocalizzare il business» dichiara.

 

Come ha rivelato in un'intervista su Corriereconomia, «Questo non è un gioco. E io sono cresciuta. Mi sono resa conto che in Tbs c'erano aree che non rendevano, flussi di lavoro da organizzare meglio, consulenze superflue e costi ingiustificati da tagliare».

 

Oggi Tbs Crew è un marchio che fa da ombrello a tutte le attività del portale The Blonde Salad: produce contenuti digitali per il blog e per clienti esterni, è la talent agency che rappresenta lei e sua sorella Valentina e si occupa della gestione di tutte le attività del blog (da lei ribattezzato "blogazine"), che è anche un e-store di capsule collection in edizione limitata.

 

Un business da 6 milioni di euro, ossia il triplo rispetto al 2015 e l'82,5% in più rispetto al 2016. E la previsione è evolvere ancora dell'80% nel 2018, mentre sono previsti tagli del 35% su consulenze esterne e costi inutili. L'obiettivo di Tbs è «guardare al lungo termine con una strategia di consolidamento internazionale della crescita».

 

A questo business si aggiunge quello della Chiara Ferragni Collection, la linea di calzature che è evoluta con capsule, qualche look di abbigliamento e una strategia brick and mortar. «Un capitolo che - ha sottolineato Ferragni - non mi impegna nella gestione».

 

Come ha spiegato ancora, questo per lei è un momento magico: «Ad aprile avrò un bambino, poi mi sposerò. E il tutto non toglie, anzi, aggiunge energie alla vita professionale».

 

«11 milioni di follower in tutto il mondo significano che potrei fare dieci post al giorno e guadagnare milioni - ha puntualizzato -. Non mi interessano. Durerebbe sei mesi, un anno, e poi? Perderei credibilità. Non indosserò mai un capo che non ha niente a che fare con me».

 

A proposito di credibilità e trasparenza, Ferragni ha deciso di collaborare con l'Istituto di autodisciplina pubblicitaria e con l'Unione nazionale consumatori. L'obiettivo? «Aprire un dialogo con chi deve legiferare e, magari, aiutare a farlo nell'interese di tutti: follower, aziende e consumatori».

 

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