Internazionalizzazione

Harmont & Blaine si prepara alla Borsa e non esclude l’ingresso di un partner

L’obiettivo di Domenico Menniti è portare la sua Harmont & Blaine a superare di qui al 2016 i 200 milioni di euro di fatturato (dagli attuali 54,5) e quindi quotarsi in Borsa: "Non escludiamo in questo percorso di aprire il capitale a un partner industriale, una sorta di facilitatore in una logica di introduzione in mercati importanti come il Far East" spiega.

 

Mentre si prepara a renderel’informazione di carattere finanziario in linea con i criteri di reporting e trasparenza richiesti alle società quotate, Menniti schiaccia l’acceleratore sull’internazionalizzazione, scelta strategica che si traduce nell'apertura non solo di negozi all'estero (presenti in tutti i Paesi di riferimento, hanno da poco varcato la soglia dei 50, superando i 51 italiani), ma anche di filiali. Oltre alla nuova showroom di Milano, circa mille metri quadri in via Tortona 37, pronta per novembre, nei prossimi mesi l'imprenditore attiverà Harmont & Blaine Uk e Francia e a fine 2013 sarà la volta degli uffici Usa.

 

Menniti pur registrando numeri in crescita (+13% nel 2011 sul 2010, da 46 a 54,5 milioni di euro con previsioni di un altro +18% quest’anno), non nasconde la gravità della situazione: “L’attuale crisi è come uno schermo che copre inefficienze precedenti di un settore distributivo multimarca vecchio, non tanto anagraficamente, ma nella capacità di cogliere i cambiamenti, anticipare le attese del consumatore, fare un salto di qualità”. Di qui la scelta di investire sul retail: tra i tanti opening è in arrivo per l’inizio di settembre un monomarca in corso Matteotti a Milano di oltre 500 metri quadri, mentre tra le numerose aperture all’estero compare anche una meta piuttosto insolita come Bagdad, in Iraq.

 

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