Interviste

Gnocchi:«Con più visibilità Aspesi raddoppierà le vendite»

«Aspesi? Dovrà completare la migrazione da prodotto innovativo a marchio di stile. Per questo ci sarà una spinta verso l’internazionalizzazione (in particolare wholesale), nuove categorie merceologiche e la comunicazione». Così l'a.d. Fabio Gnocchi punta a raddoppiare in cinque anni il fatturato di Aspesi, passato sotto il controllo del fondo Armònia nel dicembre 2016.



La base da cui si riparte sono i 42 milioni di euro di fatturato nel 2015, gli otto store in Italia, tre all'estero e la presenza del fondatore del marchio Alberto Aspesi che non ha solo mantenuto una quota del 10% capitale, ma anche la supervisione del team stilistico. La prospettiva, stando ai piani di Gnocchi, che in passato ha occupato ruoli manageriali chiave in Etro e Brunello Cucinelli, è crescere nei prossimi cinque anni, fino a raddoppiare il giro d'affari.


«Le priorità sarà il wholesale, che già oggi vale il 60% del business. La maggior parte dei ricavi di Aspesi arriva dall'Italia, ma le ambizioni sono di una espansione su larga scala a cominciare dall'Europa, ma con un occhio puntato fino sull'America e sul Far East, perché «un marchio come il nostro dovrà  vivere di notorietà internazionale.


«Vogliamo tornare ad accendere la luce su un marchio - dice l'a.d. - dove la luce è rimasta a lungo spenta. Per questo torneremo a investire in comunicazione tradizionale e digitale in maniera significativa. Stiamo valutando di partecipare a partire dal 2018 a eventi come Pitti Uomo e alle fashion week milanesi presentando le nostre collezioni».



La strategia sul prodotto sarà centrata come sempre sull'esclusività e l'innovazione con l'aggiunta di qualche novità. «Introdurremo da subito le pre-collezioni e col tempo ci piacerebbe ampliare la parte legata agli accessori» racconta Gnocchi che conferma il diretto coinvolgimento di Alberto Aspesi sullo sviluppo delle collezioni e rassicura anche sulla prosecuzione della storica collaborazione con lo stilista Lawrence Steele che da 20 anni disegna la collezione donna, da cui deriva il 65% del giro d'affari. «La trattativa è in corso - sottolinea - ci sono ottime possibilità di continuare a lavorare insieme».


Sul fronte del retail diretto, che nel 2015 ha registrato un fatturato di circa 16,5 milioni di euro, non sono previsti per il momento nuovi investimenti: si punterà sul negozio di Milano, che sarà oggetto di un soft restyling, e sulle vetrine già esistenti tra Italia e Giappone.



Oggetto di investimenti immediati sarà invece il canale digital: il nuovo sito e l'e-commerce saranno attivi da luglio. «Armònia - conclude Gnocchi - ha scelto di rilanciare un marchio che ha un forte know how e grandi potenzialità di sviluppo: l’intenzione è affermarlo anche tra un pubblico di consumatori giovani che non hanno fatto in tempo a conoscere l'Aspesi dei tempi d'oro e in quest'ottica non potevano tralasciare il digital».

 

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