Interviste

John Galliano: «Il nuovo Galliano sarà più grande e più forte»

John Galliano si mette a nudo in un'intervista al settimanale francese "Le Point": «Non cerco scuse. Voglio solo spiegare quali sono gli effetti delle dipendenze da alcool e medicine». E guarda al futuro: «Non ho ancora disegnato la mia collezione migliore».

 

Intervistato da un neuropsichiatra lo stilista, che nel 2011 ha perso lo scettro creativo della maison Dior e del suo brand per dichiarazioni antisemite, parla del suo faticoso ma illuminante iter di riabilitazione, dopo essere caduto nell'abisso dell'alcool e delle medicine. «Questi tre anni - dice - sono stati un viaggio incredibile. Ho guardato in faccia i miei demoni».

 

Dopo la permanenza in un centro di riabilitazione in Arizona e in Svizzera, lo stilista inglese ha frequentato anche il gruppo di Alcolisti Anonimi a Parigi. Un percorso che gli ha consentito di capire meglio i suoi veri problemi, legati all'infanzia: «Sono stato maltrattato da mio padre e oggetto di bullismo a scuola perché omosessuale. Non avevo via di scampo. Così mi sono inventato un mondo di fantasia che è stato la mia forma di difesa».

 

Ora nel presente di Galliano ci sono nuove sfide, in primis la consulenza per L'Etoile, marchio di cosmetici russo. «Amo lavorare. È la mia forma di meditazione - spiega -. Posso disegnare fino alle 4 del mattino e non sentirmi affatto stanco. È il processo creativo che mi guida. Domani, potrei fare teatro, cinema o alta moda».

 

stats