Interviste

Josè Neves: «Con Farfetch gli store per le taglie mini crescono in Rete»

Se anche per il childrenswear vale la regola che le vendite del futuro deriveranno sempre più dall'e-commerce, gli operatori specializzati diventano, rispetto a qualche anno fa, irrinunciabili per il business. Così alla vigilia di Pitti Bimbo, Fashion ha intervistato Josè Neves, fondatore e ceo di Farfetch per fare il punto sulla sua piattaforma che ha appena aperto alla moda junior.

 

Nel botta e risposta Neves ha espresso soddisfazione per i risultati ottenuti dalla sezione kids, lanciata lo scorso marzo, con 16 negozi multimarca ma ora il loro numero, «ha superato quota 20 ed è solo l’inizio. Siamo certi che aggiungeremo presto nuovi store».

 

Anche grazie al contributo del bimbo l'imprenditore portoghese, ma di base a Londra conta di portare la sua società a un giro d’affari complessivo di 800 milioni di dollari nel 2016, registrando una crescita di oltre il 60% rispetto ai 512 milioni del 2015.

 

I buyer del settore che hanno accettato di corrispondere a Farefetch una percentuale derivata dalle vendite online (si parla di circa il 30%) in cambio dello spazio-vetrina e della gestione logistica arrivano da tutto il mondo.

 

«Si passa da Singapore con Kids 21 a New York con Edit, passando per Amsterdam con Azzurro e Barcellona con Jofre - spiega Neves- . E poi ovviamente c’è l’Italia, con boutique come Babylon Bus e Carofiglio Junior (rispettivamente di Prato e Cosenza, ndr)».

 

In totale il numero di marchi attualmente disponibili è quasi 80: la lista include nomi tra cui Stella McCartney Kids, il brand londinese Hucklebones, Dolce&Gabbana, Moncler Kids, Roksanda Blossom, Burberry Kids.

 

«Lavoriamo con store incredibili- dice l'imprenditore -, tra i migliori al mondo, che spesso si trovano in piccole città. Con Farfetch possono contare su una clientela globale (il primo mercato resta gli Usa, mentre l’Italia ha una quota modesta, ndr) e rimanere aperti 24 ore al giorno, sette giorni su sette. Così fanno business, anche quando i negozi restano chiusi».

 

Quanto ai gusti della clientela in fatto di moda junior Neves fa notare: «Stiamo scoprendo che ai nostri clienti piace acquistare per i loro figli capi di lusso, con uno stile e una qualità il più possibile in linea con gli articoli che scelgono per loro. Sia gli abiti, sia i bikini con la stampa limoni della collezione primavera-estate 2016 di Dolce&Gabbana, ad esempio, sono andati sold out non solo nella sezione women, ma anche in quella kid».

 

Il testo integrale dell'intervista è pubblicato su Fashion, datato 22 giugno 2016 e dedicato a Pitti Bimbo.

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