Interviste

Reeve: «La Camera sarà protagonista tutto l'anno, non solo alle sfilate»

«Le polemiche sul calendario? Ce ne sono sempre state e continueranno a esserci, ma una cosa è certa: vorrei che d’ora in poi la Camera Nazionale della Moda Italiana fosse protagonista tutti i giorni dell’anno e non solo quando si parla del programma delle sfilate». Ad annunciare l’ambizioso proposito è Jane Reeve, 50 anni, nuovo a.d. dell’istituzione milanese, che abbiamo incontrato alla vigilia della nuova avventura professionale. Con fashionmagazine.it la manager ha fatto il punto sul compito, davvero complicato, che le hanno affidato gli stilisti italiani.



In anni di Camera Moda, non c’era mai stato un ceo. Avrà gli occhi di tutti puntati addosso. È preoccupata?
Non direi, piuttosto molto motivata. Inizierò subito con una full immersion. Prima delle sfilate uomo andrò anche a Firenze a vedere Pitti, dove non sono mai stata. Visto che sono un outsider e vengo dalla pubblicità (Reeve era a capo di JWT, ndr) saranno giorni molto importanti per conoscere gli addetti ai lavori.


È stata scelta da una squadra forte di imprenditori, composta tra gli altri da Patrizio Bertelli, Gildo Zegna, Diego Della Valle. Con quale obiettivo?

Rilanciare la centralità di Milano, non solo come sede di fashion week, ma anche “hub” che unisce realtà diverse nel nome dell’eccellenza produttiva.


Quali sono i primi passi di questo rilancio?

Quello che posso anticipare è che mi concentrerò sull’innovazione, il sostegno ai giovani stilisti e l’internazionalizzazione. Le politiche digitali saranno fondamentali. E la sfida più grande sarà far capire a tutti che la moda italiana ha bisogno dei nuovi talenti. Dobbiamo essere capaci di attirare intorno a Milano giovani fashion designer italiani e internazionali e non farceli sfilare da sotto il naso dai nostri competitor.


Spaventata dalla competizione con Londra e Parigi?
Sono sempre stata attratta dalla competizione, purché leale. Sono molto curiosa di andare a vedere le sfilate all’estero per prendere bene le misure.


Il budget della Camera passa da 1,5 milioni di euro a quasi 5 milioni. Sa già come li spenderà?
Essendo stata a capo di un’agenzia pubblicitaria, ho imparato a spendere i soldi degli altri. Metterò a punto un piano di lavoro: voci importanti di investimento saranno il supporto alla visibilità della Camera e la comunicazione. Ma dobbiamo pensare anche agli associati, specie alle aziende minori, e dare loro maggiori servizi. Quali? Lasciatemi lavorare e vedrete. 

 

 

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