Intese

Stefanel si accorda con i fondi Attestor e Oxy per il rilancio

Il Gruppo Stefanel ha raggiunto un'intesa con Attestor Capital e Oxy Capital Italia per la ristrutturazione del debito, il rafforzamento patrimoniale e il rilancio della società, nell'ambito della procedura prevista dalla legge fallimentare.

 

Sull'ipotesi di un miglioramento delle prospettive del gruppo dell'abbigliamento tornano gli acquisti sul titolo. Poco prima delle 16 le azioni Stefanel passano di mano a 0,16 euro per azione, in rialzo di quasi il 29% rispetto alla chiusura di ieri.

 

Come si legge in un comunicato, l'accordo quadro prevede l’erogazione da parte di Trinity Investment Limited (fondo di investimento gestito da Attestor) di 10 milioni a titolo di "nuova finanza d’urgenza" entro il 31 luglio 2017. La somma sarà finalizzata a «supportare le esigenze di tesoreria e la continuità aziendale».

 

Attestor, Oxy, alcune banche e Giuseppe Stefanel (presidente e maggiore azionista, nella foto), apporteranno inoltre nuove risorse finanziarie per un totale di 25 milioni, che serviranno a «rimborsare la "nuova finanza d’urgenza" e supportare l’implementazione del piano industriale».

 

In più è prevista la cessione pro soluto, da parte delle banche creditrici, a una newco detenuta al 100% dagli investitori (Holdco), di parte del credito vantato nei confronti dell'azienda. Credito che sarà convertito in azioni di nuova emissione e in strumenti partecipativi di Stefanel.

 

Nell'intesa sono compresi anche il consolidamento del credito residuo del ceto bancario per un ammontare di circa 67 milioni e il riscandenziamento del debito ipotecario.

 

Per quanto riguarda la governance, «sarà negoziato un patto parasociale tra gli investitori, Giuseppe Stefanel, Elca S.r.l. in liquidazione, Compagnia Gestioni Industriali S.r.l. in liquidazione e Finpiave S.p.A., che avrà ad oggetto la composizione del cda e del collegio sindacale della società».

 

Il perfezionamento dell'intera operazione è subordinato a una serie di condizioni tra le quali il via libera, da parte del Tribunale di Treviso, all'accordo di ristrutturazione ai sensi dell'art. 182 bis della legge fallimentare e l'esenzione, da parte della Consob, all'obbligo di lanciare un'Opa sulle azioni ordinarie della società.

 

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