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Beraldo: «Lo spin off di Ovs entro settembre, la Borsa entro l'anno»

L'inaugurazione dello store Ovs di via Dante, a Milano, è stata l'occasione per tornare a parlare di Borsa con l'a.d. Stefano Beraldo. I soci di Gruppo Coin, che controlla l'insegna, hanno dato mandato a Lazard per valutare la fattibilità dello spin off di Ovs-Upim.

 

Beraldo usa il condizionale e parla di «passi preliminari che potrebbero portare alla quotazione». «La separazione tra il business legato all'insegna Coin e quello relativo a Ovs-Upim è presumibile entro settembre - anticipa - e se ci saranno le condizioni, si potrà parlare di quotazione entro l'anno».

 

«I termini del collocamento dipendono da noi - dice il mananger - ma anche dal mercato. L'ultimo risultato elettorale va nel senso di una maggiore stabilità e si nota un ritorno di interesse degli investitori esteri». «La nostra è una storia interessante. Siamo partiti da una quota di mercato del 2,5% in Italia e siamo arrivati al 4,7%. Attualmente stiamo crescendo a un tasso del 6%, a pari perimetro di consolidamento, e prevediamo di salire anche nella seconda parte dell'anno. E poi in passato abbiamo lasciato un ottimo ricordo in Borsa». Ai tempi del delisting di Gruppo Coin da Piazza Affari (nel settembre 2011), il maggiore azionista, la società di private equity BC Partners, «aveva lanciato un'Opa a un prezzo interessante».

 

Anche se i dettagli della quotazione sono tutti da definire, l'amministratore delegato ipotizza un'offerta sotto forma di aumento di capitale e un flottante di almeno il 30%. Secondo alcune stime, Ovs potrebbe valere 1,5 miliardi di euro (l'acquisizione di BC Partners, nel 2011, di tutto il Gruppo Coin, era avvenuta per la cifra di 1,4 miliardi di euro).

 

Da una decina d'anni Ovs rappresenta circa i tre quarti del Gruppo Coin. Attualmente, come ricorda Baraldo, realizza il 95% del risultato economico della società di Mestre e il 70% del giro d'affari. Conta 592 negozi in Italia e oltre 130 all'estero e nel 2013 ha realizzato un fatturato di 953 milioni di euro. Per la fine del 2014 sono previsti 120 nuovi opening, oltre 80 in Italia e il resto all'estero. Il ceo preferisce non fare previsioni di fine anno, ma sottolinea: «Per la prima volta, quest'anno, non cresceremo solo grazie alle nuove aperture ma anche a parità di negozi».

 

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