Ipo

Lo shopping con gli algoritmi di Stitch Fix in Borsa senza il botto

Debutto tiepido per Stitch Fix al Nasdaq. La start-up del fashion e-commerce di San Francisco, che sceglie il look per gli utenti mixando competenze degli stylist e la data science, resta intorno al prezzo dell'Ipo (15 dollari per azione).

 

Venerdì 17 novembre, all'esordio sul listino americano dei tecnologici, il titolo è arrivato a toccare un massimo a 16,90 dollari, per poi chiudere a 15,15 dollari (+1%). Oggi, intorno alle 16 italiane, passa di mano a 14,9 dollari (-1,33%).

 

Inizialmente la forchetta di prezzo era fra 18 e 20 dollari per azione. Il numero di titoli in offerta è stato inoltre abbassato da 10 a 8 milioni.

 

Tuttavia, al prezzo di collocamento, Stitch Fix è stata valutata 1,4 miliardi di dollari: quasi una volta e mezzo il fatturato dell'ultimo bilancio, archiviato con 600 mila di dollari di perdite. E ben al di sopra del valore di 300 milioni, risultante da uno degli ultimi round con cui si è finanziata.

 

L'Ipo di Stitch Fix segue quello di società come Snap e Blue Apron che si mantengono al di sotto del loro prezzo di collocamento ma questi listing hanno permesso un rispesa dei collocamenti, dopo un 2016 poco brillante. In base a un'analisi di EY, che si ferma a settembre, le matricole del 2017 hanno raccolto circa 27 miliardi di dollari al loro debutto sui listini americani: l'89% in più rispetto a un anno prima.

 

Katrina Lake, 34 anni, ha ideato il business nel 2011 pensando alle donne che non hanno tempo di cercare i capi che preferiscono. Ad accontentare circa 2,2 milioni di clienti attivi ci pensano una schiera di esperti che uniscono alle loro competenze nel fashion l'analisi dei dati provenienti da statistiche interne e dall'analisi del profilo dell'utente.

 

Gli iscritti di fatto ricevono a casa abbigliamento e accessori letteralmente a scatola chiusa e possono provare e rimandare indietro la merce se non corrisponde a quanto desiderano.

 

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