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Moncler: si torna a parlare di Borsa e di split

Sembra imminente un accordo tra i soci di Moncler che prefigura un nuovo corso per il gruppo: il brand del galletto sempre più vicino alla quotazione (forse già a novembre) ma da solo, senza marchi non luxury come Marina Yachting, Henry Cotton's, Coast Weber Ahaus che invece confluiscono in una newco oggetto di negoziati con Li & Fung (già titolare di Cerruti) e il fondo Argo Soditic.

 

Lo anticipa oggi il settimanale Il Mondo profilando, in caso di mancato raggiungimento di un accordo in tempi brevi, la distribuzione delle quote della newco - denominata Isc Industries - in forma di dividendo in azioni agli attuali soci, così da mantenere al di fuori del perimetro delle attività da quotare tutto ciò che non è lusso, che andrebbe a comprimere i multipli del listing.

 

Quanto ai piumini di alta gamma Moncler - che nel 2012 hanno realizzato 489 milioni di euro di ricavi, sui 624 totali dell'intero gruppo -, in caso di approdo in Borsa è ipotizzato un flottante di circa il 40%. Se mantenesse tutte le sue quote, Remo Ruffini, attuale presidente e socio del gruppo, sarebbe l'azionista di riferimento con il 32%. Brands Partners, che conta tra i soci Mittel, è data per intenzionata a cedere tutta o gran parte della propria partecipazione (5%), mentre si presume che Carlyle possa dimezzarla (dal 18%). Il fondo Eurazeo, dal 2011 proprietario del 45%, è visto scendere al 22-25% del capitale.

 

Quanto alla valutazione, si parla di circa 2,4 miliardi, cioè 12 volte l'ebitda atteso, un po' distante dai multipli stimati (16 volte l'ebitda) con la recente acquisizione dei gioielli Pomellato da parte di Kering (ex Ppr).

 

 

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