Ipo

Quotazione sempre più probabile per Snapchat

Si intensificano le voci in base alle quali Snap Inc. starebbe preparando lo sbarco alla Borsa di New York. La società che controlla l'applicazione Snapchat (da oltre 100 milioni di utenti attivi nel mondo al giorno) è stata valutata tra i 20 e i 25 miliardi di dollari e punterebbe a raccogliere 4 miliardi di dollari.

 

L'azienda californiana delle foto e dei messaggi che si auto-distruggono, fondata nel 2011 da un gruppo di studenti della Stanford University, avrebbe presentato alla Sec (Securities and Exchange Commission, vale a dire la Consob americana) la documentazione per la quotazione in via riservata prima delle elezioni presidenziali: un'opzione concessa negli Usa alle realtà con meno di un miliardo di dollari di ricavi, per sondare l'interesse mercato.

 

Il valore di Snap è lievitato rispetto ai 17,8 miliardi di dollari stimati in occasione dell'ultima raccolta di capitali dell'azienda (lo scorso maggio), pari a 1,8 miliardi.

 

Come ha riportato il Wall Street Journal ai primi di ottobre, anticipando l'ipotesi Ipo, la società dovrebbe chiudere il 2016 con ricavi fra 250 e 350 milioni di dollari, dai 60 milioni del 2015. La vetta del miliardo di dollari è stimata nel 2017.

 

Secondo gli analisti, uno dei fattori critici del business è che gli introiti sono dati quasi esclusivamente dalla raccolta pubblicitaria, iniziata nell'ottobre 2014. L'azienda, diventata presto celebre per i servizi di messaggistica istantanea che piacciono ai Millennials (l'aspetto che più interessa alle aziende, anche della moda) ha in realtà l'obiettivo di "reinventare il concetto di fotocamera". Per questo sta entrando nel segmento della wearable technology: ha realizzato degli occhiali con i quali si possono girare videoclip di 10 secondi, condivisibili su Snapchat.

 

Se l'Ipo andasse in porto sarebbe la più importante nel mondo dei tecnologici Usa dal debutto in Borsa di Facebook, nel 2012, al valore di oltre 80 miliardi di dollari (nell'immagine, la diffusione di Snapchat soprattutto negli Usa: si calcola che sia utilizzato dal 41% degli statunitensi tra i 18 e i 34 anni).

 

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