Ipo

René Caovilla valuta la quotazione in Borsa

Il marchio di calzature di lusso René Caovilla potrebbe prendere in considerazione l'ipotesi quotazione, una volta raggiunto un certo target di ricavi. La raccolta di capitale non è la ragione principale, come spiega il coo e direttore creativo Edoardo Caovilla.

 

«Una società quotata - ha dichiarato Caovilla (terza generazione nel calzaturificio di famiglia, nato in Veneto nel 1950) a wwd.com - deve rispettare dei parametri che garantiscono una certa qualità del lavoro e può attrare i migliori manager. Il listing porta inoltre a una maggiore visibilità: fattore che da noi viene subito dopo il prodotto».

 

Il figlio di René Caovilla sta pensando al passaggio generazionale: non è detto che la quarta generazione (compresi i suoi tre bambini) abbia intenzione di dedicarsi al marchio. La raccolta generata dall'Ipo potebbe inoltre permettere di realizzare un sogno dell'imprenditore: un'organizzazione benefica in Africa.

 

Nei sei anni sotto la direzione di Edoardo Caovilla l'azienda è cresciuta del 30-35% l'anno, quadruplicando il fatturato dai 10 milioni di euro del 2010 ai circa 40 milioni del 2015.

 

Le stime per la fine del 2016 sono di arrivare a 50 milioni di euro. L'ipotesi Borsa potrebbe prendere concretezza una volta raggiunti i 100 milioni di euro di ricavi, che Caovilla si augura totalizzare «molto presto».

 

Nei piani a quattro-cinque anni c'è l'avvio di 36 negozi tra Cina, Sud-Est Asiatico, Medio Oriente, Sud America e Usa. In più l'offerta sarà estesa alle borse (nella primavera 2018) e ai gioielli (nella primavera 2019).

 

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