Iran New shopping destination

Teheran sogna il suo Quadrilatero

Con buona parte del mondo in frenata, l’Iran, libero dalle sanzioni internazionali, diventa una nuova, allettante shopping destination, grazie a oltre 80 milioni di potenziali consumatori. Grandi opportunità, ma anche diversi ostacoli - dai dazi elevati all’eccesso di falsi - in un mercato ancora tutto da esplorare.

 

L’entusiasmo del dopo restrizioni cavalca l’onda di un lento, ma progressivo, cambiamento verso una maggiore modernità, anche a livello di costumi, sul ricordo, mai sopito, dello sfarzo della corte di Reza Pahlavie Farah Diba.

 

L’apertura nella capitale Teheran (9 milioni di abitanti, 16 milioni considerando l’area metropolitana) del primo monomarca Roberto Cavalli, a cui seguirà tra breve quella di Versace - entrambe in North Alef street a Zafaraniyeh, uno dei quartieri più eleganti della città - ha dato un segnale concreto che qualcosa si sta muovendo.

 

Tutto il fashion ne è coinvolto. Camicissima ha annunciato lo sbarco nella capitale, all’interno del mall Tiraje 2. Stefanel ha programmato il debutto nel 2017 e Mango, già presente con sette store inaugurerà uno spazio di mille metri quadri nel Palladium Mall della capitale, in collaborazione con il gruppo Caspian Mode.

 

Marchi che si aggiungono a quelli che in Iran ci sono da tanto tempo, a partire da Benetton, il primo italiano arrivato nell’ex Persia. Piquadro, Stefano Ricci, Desigual, Chopard, Montblancsono tutti ospitati all’interno del Sam Center, considerato il luxury mall della metropoli iraniana, anche grazie ai bar e ristoranti decisamente trendy.

 

Nike, Geox, Swatch e Calvin Klein (orologi) sono invece tra le insegne del Palladium Mall, altra location prescelta dai marchi internazionali.

 

«Il mercato iraniano sta vivendo una nuova euforia e i brand del lusso guardano con grande attenzione al Paese e alle decine di milioni di suoi potenziali consumatori» spiega Renato Semerari, a.d. di Roberto Cavalli, che ha ha avviato il monobrand, in partnership con il gruppo Kelide Talaei.

 

Il presidente della realtà iraniana che ha scommesso su questo marchio e su quello della Medusa, Medhi Firouzan, ha dichiarato di avere un obiettivo ben più ambizioso: «Vogliamo creare una vera e propria via Montenapoleone nel ricco quartiere di Zafaraniyeh, a Nord della capitale».

 

Come spiega l’architetto ed esperto del mercato iraniano Fabrizio Nafesti, di Arclaba Milano, la parte nobile di Teheran è quella a settentrione: «In questa zona la via Fereshteh è l’indirizzo storico di riferimento per lo shopping di lusso - racconta Nafesti - anche se è stretta, a senso unico e, pertanto, con pochi spazi disponibili per lo sviluppo richiesto dai brand internazionali. Ci sono altre strade, fra cui la Zafaraniyeh, che hanno una viabilità e dimensioni diverse tali, in futuro, da poter rispondere meglio a queste esigenze».

 

Tutte le più grandi realtà del lusso e del fashion, da Kering Group  a Lvmh Group, da Prada a Dolce&Gabbana, guardano con attenzione al Paese. «Non è però semplice individuare la soluzione giusta - dice un responsabile sviluppo -. Anche perché non è chiara la dinamica dei dazi (in alcuni casi pari al 100%, ndr): pertanto al momento non si possono applicare prezzi in linea con quelli di Dubai, come invece è indispensabile che siano». Aprire un monomarca, oltre a essere impegnativo, implica trovare un partner giusto, il che non è semplice.

 

«D’altro canto - aggiunge il manager - non è nemmeno scontato perseguire la strada del wholesale: in un mercato a lungo chiuso come questo, infestato dal parallelo e dai falsi, i multimarca sono i primi a pagare in termini dicredibilità».

 

L’ex Persia offre buone opportunità di sviluppo, ma affinché si parli di vere prospettive è indispensabile che vengano allineati i dazi e che si cerchi di risolvere il problema dei prodotti contraffatti (che induce chi può ad acquistare all’estero), così come bisogna evitare che si mischino articoli in corso di stagione con quelli degli anni passati, oltre a creare location adatte a ospitare i brand internazionali, non solo su strada, ma pure nei centri commerciali.

 

Tra i nuovi progetti in cantiere, l’Iran Mall di Tat Group si candida a essere il più grande shopping center del Paese, con una superficie complessiva di 1,7 milioni di metri quadri, di cui 255mila metri quadri di nla (net lettable area) dedicati a shopping, entertainmente e leisure, tra cui una fashion avenue, una fashion court, un Persian Garden e un Persian Bazaar.

 

L’articolo completo sull'Iran è pubblicato nel numero 7/2016 di Fashion, in distribuzione in questi giorni (nella foto, una veduta di Teheran).

 

 

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