LA MORTE DI OTTAVIO MISSONI

Se ne va un personaggio-simbolo: i primi commenti

Dopo che stamattina è stata diffusa la notizia della morte, a 92 anni, di Ottavio Missoni, si moltiplicano i commenti di quanti lo hanno conosciuto e apprezzato.

 

"Mi piace pensare a Missoni parafrasando una canzone di Mina, 'colori, colori, colori'", afferma il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, aggiungendo che "l'arcobaleno che usciva dalle sue creazioni ci ha regalato l'immagine di un uomo allegro, che ha saputo portare la 'sua' moda a livelli mondiali. Le maglie e gli abiti che gli hanno donato l'eternità".

 

Pisapia si sofferma anche sui successi come atleta e, più in generale, come personaggio autorevole, al quale "si accompagnavano un bellissimo sorriso e una spiccata ironia, anche verso se stesso, che lo hanno reso quel gentiluomo che ricorderemo sempre".

 

"Si è spento un maestro e un padre del made in Italy, che ha fatto del colore e delle linee geometriche un segno di stile distintivo e apprezzato in tutto il mondo" commenta Cristina Tajani, assessore alle Politiche per Lavoro, Moda e Design a Palazzo Marino.

 

Per il fashion Missoni era praticamente un'istituzione, ma c'era chi era più vicino di altri a lui e alla famiglia: è il caso di Mario Boselli, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana. "Lui e Rosita - osserva - sono stati colonne portanti e fondatori del prêt-à-porter, tra i primi a sfilare a Milano e a Firenze. Era collega, amico e condividevamo l'onorificenza di Cavaliere del Lavoro. E non dimentichiamo il ruolo del figlio Vittorio come vice-presidente vicario della Camera, del cui consiglio direttivo fa ora parte la figlia Angela. Un aggettivo per descriverlo? Irripetibile".

 

"Ho sempre provato per Missoni la simpatia e l'ammirazione che si hanno per le persone vere, capaci di una naturalezza che dà colore alla vita - sottolinea Giorgio Armani -. E infatti Ottavio è stato un maestro del colore, un artista dalla sensibilità istintiva e raffinata, che ha cambiato il concetto stesso della moda, esaltando il knitwear. Ma è stato anche uno straordinario personaggio: un uomo che ha saputo rispettare i propri pensieri e le proprie passioni nei momenti più difficili dell'esistenza e con il suo talento, la sua storia, la sua famiglia rappresenta l'Italia più bella".

 

Commossa e addolorata Mariuccia Mandelli, alias Krizia. "Io e mio marito Aldo Pinto - confida - trascorrevamo in diverse occasioni le vacanze insieme a Rosita e Ottavio, che non mancavano mai alle presentazioni o alle feste organizzate in Krizia". Da Carpi, Anna Molinari di Blumarine definisce Tai, come veniva chiamato, "un grande simbolo nello sport, nella moda e nella vita".

 

"Resta la sua opera, indissolubilmente legata a una grafica originalissima e moderna, divenuta nel mondo quasi un secondo Tricolore per il nostro Paese", riflette Laura Biagiotti e prosegue: "Gli esordi intorno agli anni Settanta ci hanno avvicinato professionalmente e umanamente, in una stagione meravigliosa per la moda italiana".

 

In lacrime Carla Fendi: raggiunta dall'Ansa, è tornata con la memoria al 1986, quando volò insieme a Missoni e ad altri nomi del made in Italy alla volta di Washington, destinazione la Casa Bianca. "Al ricevimento - spiega - c'era l'obbligo dello smoking per gli uomini. Tai mi disse: 'Non ci penso proprio a metterlo'. Io pensai che rischiava di non essere ammesso a quella sera al gala e glielo feci notare". "Quando lo vidi - rammenta - rimasi a bocca aperta. Era di una bellezza sconvolgente. Elegantissimo". I pantaloni neri, la camicia candida e, al posto della classica giacca, un cardigan Missoni in maglia nera con un leggero mélange bianco, accompagnato da una sottile cravatta a sua volta in maglia, lo rendevano perfetto. "Se penso a lui mi commuovo" conclude Carla Fendi nell'intervista all'agenzia di stampa.

 

A nome di Federazione Moda Italia, il presidente Renato Borghi elogia le "molteplici sfumature di un protagonista, il cui estro e creatività sono stati tipici di un artista, prima ancora che di un imprenditore e di uno sportivo".

 

Numerose le dichiarazioni via Twitter: da quella di Giorgia Meloni ("Era un grande italiano: esule dalmata innamorato della sua terra natia, è stato per l'Italia un vanto e un esempio"), al messaggio di Roberto Maroni, presidente della regione dove i Missoni hanno sempre vissuto e operato, che esprime il cordoglio "per la morte di un uomo di genio e grande umanità, che la Lombardia onorerà degnamente". Anche Fiorello ha utilizzato il social network per ricordare "una persona immensa".

 

Ultimamente la sua salute, già malferma, era stata messa a dura prova dalla scomparsa di Vittorio in Venezuela. "Lo avevo incontrato nei mesi scorsi - dice il sindaco di Sumirago, Mauro Croci -. Aveva reagito con forza e speranza, ma penso ci sia una correlazione tra quell'evento e l'aggravarsi delle sue condizioni".

 

 

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