LUXURY MULTIBRAND ITALIANI

Camera Buyer: arriva il manifesto per fare "vera squadra"

I 114 multimarca del lusso che fanno parte di Camera Buyer hanno votato a larga maggioranza un manifesto di intenti, per rendere più coesa l'azione degli associati. «Annunciamo una nuova strategia in difesa dei retailer» dice il presidente Mario Dell’Oglio (nella foto), aggiungendo: «Bisogna comprare bene e vendere bene».

 

Oggi, 28 febbraio, sono stati resi noti i contenuti della riunione convocata  domenica sera per affrontare problemi urgenti - e ormai insostenibili - per i negozianti italiani, a partire dalla riduzione dei mark up imposti dalle aziende (alcuni brand lo hanno abbassato dal 2.5-2.6 al 2.0 o 2.1), fino alla maggiorazione del listino per gli articoli più richiesti.

 

«Dopo una lunga assemblea - comunica Dell’Oglio - abbiamo votato un manifesto, al fine di dialogare con maggior forza e unità con i grandi brand italiani e stranieri». 

 

«Con i nostri negozi - premette il presidente - rappresentiamo il più grande marketplace del mondo, reale e virtuale, quello con maggiore heritage e potenziale di storytelling. Siamo l'hardware del fashion system, i terminali degli sforzi creativi che hanno inizio con gli stilisti».

 

I best shop sono a tutti gli effetti partner commerciali dei brand, l’associazione ha pertanto deciso di essere compatta per assolvere alla sua mission, «fare da organo facilitatore per gli imprenditori associati per aiutarli a raggiungere i loro primari obiettivi aziendali: comprare bene e vendere bene».

 

Per questo, all'interno del nuovo manifesto, «i negozianti si impegnano a confrontarsi con il mercato con voce unica, affinché ove le mutate strategie dei marchi possano prevedere un peggioramento delle condizioni economiche, queste siano applicate dando gli adeguati tempi di recupero».

 

«Lavoreremo per migliorare il quadro degli accordi generali - precisa - affinché il repentino cambio delle condizioni da parte dei brand non penalizzi i retailer,  spingendoli al limite della possibilità di concorrere lealmente con i competitor europei».

 

«Siamo certi che tale decisione, presa con l'intenzione di fare sistema, sia in linea con un desiderio condiviso anche da parte delle griffe di rivitalizzare il sistema, di renderlo dinamico, trasparente ed efficiente, e di riconoscere all'Italia un ruolo centrale e di esempio per tutto il fashion system».

 

«Siamo da sempre la vetrina a cui il mondo si ispira - sottolinea il presidente -. Visitando i nostri negozi storici i buyer internazionali praticano scelte e orientano i loro acquisti ed è per questo che dobbiamo essere messi nelle condizioni di lavorare al meglio, per corrispondere il livello di eccellenza che fino a oggi abbiamo garantito».

 

«Noi alleniamo al gusto e al bello il resto del mondo - conclude - e lavoreremo affinché i brand riconoscano la nostra funzione e applichino ai rapporti l'etica e il rispetto dei reciproci accordi di fatto in essere, per continuare a raccontare insieme l'eleganza scelta dagli italiani».

 

 

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