Lavoro

Contratto nazionale: Smi e i sindacati trovano un accordo

Dopo quasi un anno di trattative e varie agitazioni (tra il novembre 2016 e lo scorso gennaio) Smi-Sistema Moda Italia e i sindacati Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uiltec-Uil hanno raggiunto un accordo per il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro del tessile-abbigliamento. Il contratto è applicato in oltre 40mila aziende che danno lavoro a circa 420mila addetti.

 

Per la parte economica, non sono previsti incrementi retributivi né costi ulteriori (quindi nessun importo una tantum) nel primo anno di vigenza del contratto: i minimi vigenti sono confermati fino al 31 marzo 2017. Le parti hanno definito che i minimi saranno rivalutati ex-post in base all'andamento effettivo dell'inflazione (indice Ipca, comunicato dall'Istat ogni anno a maggio). La regolazione dei minimi è preceduta dal riconoscimento di anticipi definiti ex-ante. La base retributiva di riferimento è di 1.715 euro lordi al quarto livello.

 

Gli aumenti reali dei salari, come spiega una nota, sono quindi demandati al livello aziendale, "dove è possibile realizzare lo scambio vero tra maggiore produttività e migliori condizioni retributive".

 

Le parti si sono accordate, inoltre, per un potenziamento della contribuzione previdenziale a Previmoda e la costituzione di un fondo bilaterale nazionale, per l'assistenza sanitaria integrativa in favore di tutti gli addetti del settore.  Tale fondo, cui saranno automaticamente iscritti tutti i dipendenti delle aziende che applicano il contratto colletivo, sarà finanziato con un contributo base a carico delle aziende pari a 12 euro mensili per addetto, per 12 mensilità, a partire dal primo gennaio 2018.

 

Le modifiche più importanti relative alla disciplina della normativa del contratto riguardano una maggiore flessibilità in entrata (è previsto il 30% di contratti a termine sul totale dipendenti a tempo indeterminato), la facoltà per l'azienda di disporre di un periodo di ferie continuative di due settimane con la terza fruibile in un periodo separato (dalle tradizionali tre settimane di seguito) e l'aumento da 96 a 104 delle ore di flessibilità. Cambiano le regole anche per i congedi parentali, fruibili continuativamente a giorni o a ore, e per il part time (nella foto, il presidente di Smi Claudio Marenzi alla firma del contratto con le rappresentanze sindacali).

 

stats