Legal Affair

Hermès: si riaccende la querelle con Lvmh, accusato di insider trading

Sembrava che le acque si fossero calmate e invece il contenzioso tra Hermès e l'azionista Lvmh, a oggi titolare di una quota del 22,6%, si rianima. La maison di rue du Faubourg Saint Honoré conferma oggi di aver querelato il gruppo del lusso presieduto da Bernard Arnault, che a sua volta sporge denuncia.

 

Come emerge dai media locali e d'Oltreoceano, il deposito della querela è avvenuto lo scorso 10 luglio. Hermès International pare abbia contestato le modalità di ingresso di Lvmh nel capitale della società. In particolare, avrebbe accusato Lvmh di manipolazione dei corsi azionari e di insider trading.

 

Nell'ottobre 2010, lo ricordiamo, quest'ultimo aveva fatto una vera e propria "irruzione" nell'azionariato, raggiungendo il 17% delle quote senza darne informazione all'Amf (l'operazione era avvenuta attraverso strumenti finanziari che all'epoca non prevedevano l'obbligatorietà di dichiarare all'autorità di vigilanza il superamento di una certa soglia del capitale).

 

Come è noto, i discendenti della famiglia fondatrice hanno da sempre visto l'ingresso di Lvmh come ostile. Per difendere le loro posizioni, la maggior parte degli eredi ha blindato le proprie azioni in una holding, H51, che ha raggiunto circa il 52% del capitale di Hermès (fuori vi sarebbe circa un 12% delle quote familiari, sulle quali la nuova holding avrebbe un diritto di prelazione, vedi fashionmagazine.it del 10 luglio).

 

Viste le gravi accuse di Hermès, sembra che Lvmh abbia a sua volta sporto querela per ricatto, calunnia e concorrenza illegale.

 

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