Licenze

Anche Hilfiger divorzia da Ittierre: la produzione passa a Pier

Ancora un divorzio in casa Ittierre: dopo la rottura anzitempo della collaborazione con Costume National e Karl Lagerfeld, ora tocca a Tommy Hilfiger rompere l'accordo di licenza delle prime linee uomo e donna del brand americano. La produzione ora passa, tra gli altri, a Pier.



L'accordo tra Ittierre e Hilfiger aveva debuttato con l'autunno-inverno 2012 e prevedeva la produzione e distribuzione attraverso sei showroom delle collezioni sfilata di abbigliamento e la maggior parte degli accessori, principalmente in Europa, Nord America e Asia.



Alla base dell'interruzione della partnership ci sarebbe una serie di ritardi da parte della società molisana, che a quanto risulta a fashionmagazine.it non ha mai consegnato la collezione fall 2013 del brand Usa.



A settembre Ittierre aveva annunciato la conclusione della collaborazione con Karl Lagerfeld, mentre prima dell'estate era saltata l'intesa con la famiglia Capasa. Attualmente nel portafoglio di Ittierre rimangono marchi tra cui Aquascutum, Jean Paul Gaultier, Pierre Balmain, Guy Laroche e Galliano.



Per quanto riguarda la produzione della collezione sfilata di Tommy Hilfiger sono stati siglati accordi di tipo non esclusivo con diverse aziende di cui l’azienda preferisce non comuniucare i nomi, ma tra cui spicca - secondo quanto riuslta a fashionmagazine.it - la trevigiana Pier, che ha in licenza i marchi Chalayan e Band og Outsiders, oltre a contare una serie di partnership produttive tra cui Dior homme, Kris Van Assche, Azzedine Alaïa, Dries Van Noten, Nina Ricci, Olivier Theyskens e Costume National, marchio di cui segue lo sviluppo prodotto dopo la rottura con la Ittierre di Antonio Bianchi.

 

La Pier è stata fondata nel 1970 ed oggi è guidata dai fratelli Marzia e Alessandro Narduzzi, figli dei fondatori dell’azienda, come amministratori delegati, che continuano a guidare il percorso di sviluppo. Il gruppo trevigiano ha chiuso il 2012 con un fatturato di circa 22 milioni di euro (in crescita del 38% rispetto a un 2011 archiviato a 16 milioni) e punta a raggiungere nel 2014 un giro d'affari di circa 40 milioni.

 

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