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Fusione Essilor-Luxottica: possibili limitazioni chieste dalla Cina

L’antitrust cinese potrebbe chiedere alcune limitazioni, relativamente alla fusione fra Essilor e Luxottica, che nelle stime di Leonardo Del Vecchio, presidente del gruppo veneto dell'occhialeria, dovrebbe chiudersi a maggio.

 

«Probabilmente le autorità cinesi potrebbero chiedere qualche piccola limitazione - ha dichiarato Del Vecchio a Reuters, al termine dell'assemblea dei soci di Luxottica -. A noi non credo, perché in Cina siamo molto più piccoli di Essilor». Il via libera dell'autority della Repubblica Popolare è atteso nelle prossime settimane.

 

Nelle stime del presidente, il merger con il gruppo francese, tra i leader nelle lenti da vista, «al 99% si chiuderà a maggio».

 

Del Vecchio punta a far quotare la holding Essilor-Luxottica anche a Milano, oltre che a Parigi. «È mia intenzione - ha dichiarato al meeting degli azionisti di oggi -. Devo condividerla con gli altri, ma credo che ci riuscirò», ha risposto in merito.

 

Nei Paesi dove l'ok dell'antitrust è già arrivato «le due società stano già lavorando per capire le sinergie».

 

All'assemblea è stato confermato il target di crescita del fatturato di Luxottica, fra il 2% e il 4%, senza tenere conto dell'effetto cambi (nel 2017 ha registrato un +2,2% a cambi costanti). Tra i dati emersi anche il peso dell'e-commerce sui ricavi totali, pari al 5%.

 

Poco dopo le 15 a Piazza Affari le azioni Luxottica registrano un calo dello 0,12%, in linea con l'indice Ftse Mib, ce segna un -0,13% (nella foto, dalla sfilate per l'autunno-inverno 2018/2019, una montatura Emporio Armani, marchio in Licenza a Luxottica).

 

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