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Fusione Luxottica-Essilor: l'Ue vuole vederci chiaro

Si allungano i tempi per la fusione fra l'italiana Luxottica, leader mondiale dell'occhialeria, e la francese Essilor, primo produttore di lenti oftalmiche. Come era nell'aria, l'antitrust Ue apre un'indagine approfondita sull'operazione.

 

In base a quanto riportato dalle agenzie, la Commissione Ue teme che la fusione possa ridurre la concorrenza nelle lenti ottiche e vuole indagare ulteriormente sugli effetti dell'operazione sul mercato delle montature.

 

La commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager (nella foto) ha affermato: «La metà degli europei porta occhiali e quasi tutti avranno bisogno un giorno di una correzione della vista. Pertanto, dobbiamo valutare attentamente se la fusione proposta porterà a un aumento dei prezzi o a una riduzione della scelta per gli ottici e, in ultima analisi, per i consumatori». L'Ue ha tempo fino al 12 febbraio 2018 per pronunciarsi.

 

In un comunicato congiunto i gruppi Luxottica ed Essilor si dichiarano fiduciosi della durata contenuta della Fase 2 della procedura antitrust e dicono di voler collaborare con la Commissione, per dimostrare le ragioni del progetto di integrazione e i benefici che lo stesso porterà ai clienti, ai consumatori e all'intero settore. Le società mantengono l'obiettivo di chiudere la transazione «attorno alla fine dell'anno, in collaborazione con le competenti autorità».

 

Il merger, che ha già ricevuto l'ok delle authority di Russia, India, Colombia, Giappone, Marocco, Nuova Zelanda, Sudafrica e Corea del Sud - porterà alla nascita di un colosso da circa 45 miliardi di capitalizzazione (ai valori correnti), con 140mila dipendenti nel mondo, sinergie di ricavi e di costi stimati tra i 400 e i 600 milioni di euro, che opererà in un mercato, quello dell'eyewear, il cui valore è stimato 95 miliardi di euro.

 

In tarda mattinata il titolo Luxottica registra un +0,09%, a 46,85 euro per azione. Gli analisti di Jp Morgan hanno ridotto il taget price a 49 euro (da 51) dopo la revisione delle stime il biennio 2017/2018, ma hanno confermato il giudizio “Neutrale”. Kepler Cheuvreux ha invece diminuito il prezzo obiettivo da 58 a 53 euro.

 

Poco mossa anche Essilor, che alla Borsa di Parigi registra un -0,5% a 102,75 euro.

 

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