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Luxottica-Essilor: no obbligo di Opa dalle autorità francesi

L'Amf (autorità francese dei mercati finanziari) permette a Delfin - holding della famiglia Del Vecchio, che controlla il 62,5% di Luxottica - di rinunciare all'obbligo di depositare un'Opa sul capitale del gruppo, frutto dalla fusione con Essilor.

 

Il merger tra il colosso italiano dell'eyewear e il gruppo francese delle lenti oftalmiche prevede che Delfin apporti tutte le azioni Luxottica custodite e che vengano convertite in nuove azioni emesse da Essilor: si tratta di oltre 139 milioni di nuovi titoli Essilor a un prezzo di 0,18 euro, in modo che risulti un rapporto di 0,461 azioni Essilor per ogni azione Luxottica consegnata.

 

L'11 maggio 2017 l'operazione sarà sottoposta all'assemblea dei soci di Essilor.

 

I patti prevedono anche una governance paritetica. Nella nuova EssilorLuxottica sia gli ex soci di Essilor International (in parte dipendenti del gruppo), sia Delfin potranno contare ciascuno su otto membri del cda.

 

Metà del board sarà indipendente e Leonardo Del Vecchio, attuale presidente esecutivo di Luxottica, sarà nominato president-directeur general. Il suo vicepresidente esecutivo, con gli stessi poteri, sarà Hubert Sagnières (attuale ceo di Essilor).

 

Luxottica - proprietaria di marchi come Ray-Ban, Oakley e Persol e licenziataria tra gli altri di Giorgio Armani, Chanel, Dolce&Gabbana, Prada, Valentino e Versace - ha chiuso il 2016 superando i 9 miliardi di euro di fatturato. Il merger darà vita a un gruppo da circa 16 miliardi di euro, che impiega 140mila persone nel mondo.

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