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Merger Saks-Hudson's Bay: trovato l'accordo per le cause con i soci

Il retailer americano Saks ha trovato un'intesa con i soci più contrari alla vendita del gruppo a Hudson's Bay (Hbc), annunciata in luglio. In attesa dell'assemblea del 30 ottobre, il chairman e ceo uscente Stephen Sadove invita gli azionisti a votare in favore del merger.

 

Come risulta dai documenti inoltrati alla Sec (la Consob americana), per contrastare la vendita al gruppo candese sono state intentate varie class action da parte di alcuni azionisti (sette a New York e due in Tennessee), ma pochi giorni fa è stato trovato un accordo. Tra le varie disposizioni concordate in un memorandum of understanding emergono minori termination fee da pagare, da parte di Saks, in caso l'operazione con Hbc non andasse a buon fine (da 73,5 a 68,5 milioni di dollari) e un accorciamento del periodo concesso allo stesso gruppo per concordare una proposta alternativa, qualora emergessero proposte d'acquisto da terze parti (da quattro a tre giorni). Saks dovrà inoltre informare il retailer di Toronto entro 72 ore (non più 48), nel caso riceva un'offerta alternativa.

 

L'intesa, si precisa nel patto, non va a toccare l'ammontare del merger previsto nella proposta di Hbc: 16 dollari per azione, che valuta la transazione circa 2,9 miliardi di dollari, come si sa dalla scorsa estate, quando è stata ufficializzata l'offerta.

 

Ora si attende l'assemblea straordinaria dei soci di Saks, in agenda il 30 del mese, in vista della quale il chairman e ceo Stephen I. Sadove invita gli azionisti (il più recente reminder è stato pubblicato giovedì scorso) ad approvare il merger con Hudson's Bay. L'operatore canadese, che possiede anche l'insegna Lord & Taylor, si aspetta il closing per la fine dell'anno.

 

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