M&A

Piquadro rileva l'80% delle borse The Bridge

Le borse The Bridge passano di mano. Piquadro ha siglato un accordo per l'acquisizione dell'80% delle quote della fiorentina Il Ponte Pelletteria dalle famiglie fondatrici.

 

In conferenza stampa, nella sede dell'advisor Mediobanca, a Milano, il presidente e ceo di Piquadro Marco Palmieri (a sinistra, nella foto, insieme al direttore commerciale Pierpaolo PalmieriNovella Ferri e Fiorenza Benvenuti, socie e, rispettivamente, a.d. e presidente di The Bridge) ha spiegato gli aspetti tecnici dell'operazione. Il prezzo d'acquisto della maggioranza dell'azienda è di 3.175.000 euro. Piquadro si farà inoltre carico del debito di circa 8,9 milioni.

 

Il contratto prevede un'opzione d'acquisto e vendita sul restante 20% in mano ai co-fondatori (Novella Ferri e la famiglia Benvenuti) esercitabile fra il gennaio 2021 e il marzo 2023.

 

Nel 2015 Il Ponte Pelletteria ha registrato un fatturato di 22 milioni di euro, un ebitda negativo per 0,6 milioni e una perdita di 2,6 milioni. La posizione finanziaria netta è risultata negativa per 8,5 milioni.

 

«Pensiamo di raddoppiare i ricavi nel giro di cinque anni», stima Palmieri, ipotizzando una ripresa nel segmento premium. La realtà di Scandicci dovrebbe beneficiare anche dell'inserimento di competenze manageriali, in primis per supportare l'espansione all'estero e, dello sviluppo di una serie di sinergie dall'integrazione (pur mantenendo le due aziende identità separate).

 

Il marchio del made in Italy è noto per la qualità del pellame, conciato al vegetale nel distretto toscano. «Vanta processi impossibili da replicare altrove», sottolinea Palmieri, che già prevede di avvalersi della linea industriale toscana, per la realizzazione delle collezioni Piquadro made in Italy (al momento pari al 20% della produzione totale).

 

Il closing dell'operazione è previsto per il 31 dicembre 2016. L'auspicato successo dell'integrazione di The Bridge potrebbe portare a ulteriori acquisizioni. «Ci sono tante opportunità tra le aziende premium del made in Italy - dichiara Palmieri - che fanno fatica a competere a livello globale. Molte però continuano a non volersi aggregare».

 

Nonostante ciò, l'imprenditore emiliano resta in osservazione. Nel futuro di Piquadro vede un gruppo multibrand connotato da marchi «con un'anima, riconoscibili e solidi».

 

 

 

stats