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Richemont lancia un'offerta totalitaria sulle azioni Ynap

L'elvetica Richemont punta al controllo totale di Yoox Net-a-Porter Group (Ynap). La holding del lusso - già maggiore azionista dell'e-tailer con quasi il 50% del capitale e il 25% dei diritti di voto - offre un prezzo di 38 euro per azione.

 

Il prezzo tiene conto di un premio del 25,6% sul valore del titolo Ynap alla chiusura di venerdì scorso (19 gennaio) e del 27% sul prezzo medio ponderato degli ultimi tre mesi. L'offerta sul 75% circa deldelle azioni ordinarie supera complessivamente i 2,6 miliardi di euro.

 

Sulla scia della notizia, Ynap accelera in Borsa, avvicinandosi al prezzo dell'offerta. Poco prima delle 17 registra un +24% a 37,56 euro per azione, confermandosi il migliore titolo del listino milanese.

 

«Siamo orgogliosi - commenta Johann Rupert, chairman di Richemont (a sinistra nella foto) - di avere partecipato alla crescita di Net-a-Porter sin dagli albori e alla creazione del gruppo Ynap-Yoox Net-a-Porter, retailer online leader nel lusso. Con questo nuovo step vogliamo rafforzare la presenza di Richemont e focalizzarci sul canale digitale che sta diventando fondamentale nell'intercettare le richieste del consumatore di lusso».

 

Rupert si è detto molto soddisfatto dei risultati raggiunti dal management di Ynap sotto la guida di Federico Marchetti (a destra, nella foto di Wayne Maser) e pronto a supportarlo per accelerare la crescita del business.

 

Le opportunità riguardano i mercati nuovi e consolidati, facendo leva sull'accessibilità ai prodotti e l'estensione della gamma, sviluppando in parallelo i servizi e i contenuti per un consumatore sempre più seletettivo.    

  

«Oggi è un momento memorabile per Ynap - afferma Marchetti -. Il razionale dell’operazione è investire ulteriori risorse con l’obiettivo di accelerare il solido percorso di crescita del gruppo e rafforzarne la posizione di leadership nel lungo termine nel settore del lusso online. Questo si tradurrà in maggiori investimenti in prodotto, tecnologia, logistica, persone e marketing».

 

«Ynap - anticipa il ceo del gruppo e fondatore di Yoox - continuerà ad essere gestita come società distinta, garantendo così la neutralità ed attrattività della propria piattaforma per tutti i marchi del lusso. La sede rimarrà in Italia».

 

Marchetti ha collocato Yoox in Borsa nel 2009, quando realizzava circa 150 milioni di ricavi, a un prezzo poco sopra i 4 euro. Nel 2015 ha portato l'azienda dell'e-commerce di moda alla fusione con Net-a-Porter.

 

«Grazie all’eccellente lavoro di entrambe le squadre abbiamo creato, in un paio d’anni, il leader mondiale nel settore del lusso online, con oltre 2 miliardi di fatturato».

 

«La prospettiva di non possedere più il 4% del capitale azionario - conclude - non cambia assolutamente il mio impegno imprenditoriale in Ynap. La mia motivazione è sempre stata sognare e innovare per i nostri clienti e questo non cambierà negli anni a venire».

 

L'offerta pubblica totalitaria, come si legge nel comunicato, avverrà attraverso la società veicolo RLG Italia Holding, indirettamente e interamente posseduta da Richemont.

 

Per dare il via all'operazione Ynap ha dato l'ok a una deroga all'obbligo previsto dal patto parasociale siglato il 31 marzo 2015, che avrebbe impedito al gruppo di Ginevra (Cartier, Van Cleef & Arpels, Vacheron Constantin, fra i marchi in portafoglio) e alle controllate di acquistare, sino alla data del 5 ottobre 2018, ulteriori azioni di Ynap senza il preventivo consenso scritto della società.

 

Pur essendo una parte del gruppo Richemont, Ynap continuerà a marciare come business separato e manterrà il quartier generale in Italia.

 

L'offerta punta al delisting del titolo Ynap da Piazza Affari.

 

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