MILANO MODA UOMO

Dell'Oglio: «Bene i top brand e finalmente a Milano spazio all'avanguardia»

«Prima che le sfilate prendessero il via ero un po' preoccupato da questo calendario che si sta assottigliando sempre di più, ma alla fine Milano Moda Uomo mi ha sorpreso positivamente».

 

È così che la pensa Mario Dell'Oglio, presidente della Camera Italiana Buyer Moda e proprietario di Dell’Oglio di Palermo sulla settimana della moda che si è conclusa ieri, 19 giugno, nel capoluogo lombardo.

 

«I big brand  - ha spiegato il numero uno dei compratori italiani - hanno dato un contributo moda davvero rilevante, a cominciare da Giorgio Armani. Noto poi che un certo filone progressista si sta affermando in passerella, rendendo Milano più all'avanguardia rispetto al passato».

 

«Tutte le grandi maison - ha commentato - si sono sentite libere di esprimersi e hanno lasciato il segno con proposte commercialmente interessanti. Mi riferisco a Giorgio Armani, che è riuscito a far sfilare una collezione fedele al suo dna ma estremamente attuale, Ermenegildo Zegna, Dolce&Gabbana e Prada e Fendi per gli accessori».

 

Ma quello che preme sottolineare al capo dei compratori italiani è che la fashion week di Milano, con l'introduzione di nomi come Marcelo Burlon, Sunnei, Palm Angels, Malibu 1992 e Damir Doma e altri, sta vivendo una trasformazione, aprendosi finalmente a un panorama di proposte più diversificate e creative rispetto al passato.

 

«Sfilate come quelle di Palm Angels e Malibu 1992 sono state empatiche e immediate - fa notare -. Peccato che non ci fossero molti compratori italiani ad assistervi. Certo, non tutti questi brand sono ancora commercialmente pronti, ma sono osservati speciali, da tenere d'occhio in vista della maturazione».

 

L’uomo a Milano,dunque, complice dello spazio lasciato libero da brand come Gucci, Bottega Veneta, Missoni ed Etro che sfileranno a settembre, si libera dai formalismi e sperimenta canoni stilistici in forte antitesi con la tradizione.

 

«Aumentano le possibilità di scelta, dando più stimoli a noi compratori. Certi brand fino a poche stagioni fa nemmeno ci provavano a venire a Milano: andavano direttamente a Parigi a cercare fortuna. Un panorama di proposte più diversificate e creative assicura performance migliori» conclude Dell'Oglio.

 

 

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