Mercati del Far East

Dazi in Cina: tagli del 50% su abbigliamento e calzature. Esclusi borse, orologi e gioielli

Dopo l’annuncio, ieri, 25 maggio, è arrivata la conferma da parte del governo cinese della riduzione dei dazi doganali del 50% su alcune categorie di prodotto, a partire dall’1 giugno. Coinvolti nel provvedimento l’abbigliamento uomo, donna e bambino e le calzature di tutti i tipi. Assenti dalla lista borse, piccola pelletteria, gioielli e orologi.

 

Da lunedì prossimo gli import duty rate saranno ridotti al 7% per la maglieria, all’8% per i capispalla, al 10% per gli abiti, al 12% per le calzature.

 

«Un primo importante passo avanti è stato fatto - dichiara a fashionmagazine.it Armando Branchini, vice presidente di Fondazione Altagamma  - anche se per avere un quadro più chiaro della situazione bisognerà aspettare qualche giorno, dopo gli incontri che avremo con il governo cinese».

 

Attualmente esistono tuttavia due minacce per le esportazioni: «A fronte della riduzione dei dazi - spiega Branchini - in Cina dovrebbe essere introdotta la tassa locale sul lusso per una spesa superiore ai 30mila renminbi (circa 4.400 euro), che quindi riguarda soprattutto gli acquisti di gioielli, orologi e abiti preziosi. Inoltre vi è in discussione l’applicazione della seconda fase dell’Iva».

 

«Entrambi i provvedimenti - precisa il vice presidente di Fondazione Altagamma - andrebbero a colpire i consumi che, peraltro, per quanto riguarda i prodotti italiani, o comunque europei, sono già penalizzati dalla svalutazione dell’euro».

 

Assenti eccellenti dalla lista delle riduzioni le borse, la piccola pelletteria, i gioielli e gli orologi: «Non è chiaro perché manchino - commenta Branchini -. Bisognerà capire se verranno aggiunti oppure a no». (nalla foto lo skyline di Shangahi).

 

 

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