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Altagamma Retail Evolution: l’imperativo è aumentare la produttività dei negozi

Nei prossimi anni - secondo lo studio di Exane Bnp Paribas, presentato ieri al convegno Altagamma - i marchi del lusso si integreranno maggiormente a valle. Visto che la crescita sarà prevalentemente organica, si tenderà infatti a passare dal wholesale al retail per aumentare la produttività dei negozi.

 

«Senza dubbio - ha detto Luca Solca, managing director global luxury goods di Exane Bnp Paribas - nell’ultimo decennio le aziende dell’alto di gamma si sono progressivamente trasformate in retailer. Dal 2005 al 2013 l’incremento dei punti vendita ha addirittura contribuito per circa il 30% all'aumento degli acquisti e dei fatturati dei beni di lusso».

 

Adesso però stanno cambiando le regole del gioco. Il must non è tanto aprire nuovi negozi - in Cina per esempio si vive già una situazione di tendenziale saturazione - quanto aumentare la resa al metro quadro di ogni singolo spazio che varia, come ha precisato Solca, in funzione della categoria di prodotti, della forza del brand e delle dimensione del punto vendita stesso.

 

Secondo la ricerca di Exan Bnp Paribas, le inaugurazioni di nuovi punti vendita infatti rallenteranno: si prevede che i 12.500 punti vendita monomarca delle aziende del lusso censiti nel 2013 (cresciuti negli ultimi sette anni al tasso composto medio annuo del 4,34%) nel 2020 diventino 16mila (con un tasso del 3,6% rispetto al 2013).

 

Parte di questa crescita sarà dovuta a una conversione sia dei negozi in franchising in monobrand diretti, sia degli spazi all’interno dei department store, che dalla vendita wholesale passeranno alla formula della concession.

 

«Nel 2012 – prevede Solca – la distribuzione diretta di personal luxury good crescerà dal 31% al 40% del totale, mentre il franchising calerà dal 10% al 6%, i department store scenderanno dal 23% al 19% e il wholsale resterà stabile al 36%».

 

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