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Cbre: balzo degli investimenti nel retail real estate in Europa, ma l’Italia frena

Secondo Cbre Group, nell’ultimo trimestre 2012, gli investimenti nel settore retail in Europa hanno raggiunto i 13.5 miliardi di euro, in crescita del 36% rispetto allo stesso periodo 2011. La domanda degli investitori inizia a spostarsi verso asset secondari nei mercati core. In Italia invece l’anno si chiude in rosso.

 

I risultati positivi europei dell’ultimo trimestre - in aumento del 50% sulla media triennale trimestrale di 9 miliardi di euro e del 90% rispetto al terzo trimestre 2012 - sono stati influenzati principalmente dall’effetto “fine anno”, che si è sentito maggiormente in ambito retail, piuttosto che nel business generale degli investimenti immobiliari.

 

Più dinamici il mercato tedesco e quello dei Paesi Nordici, che hanno beneficiato di fondamentali economici forti e di player locali che hanno saputo cogliere le condizioni favorevoli.

 

In primo piano la Norvegia, entrata a far parte tra delle cinque nazioni meglio performanti del 2012 e la Germania che risulta essere sempre più popolare, con un’attività cross-border lievitata di quasi il 60% nella seconda metà dello scorso anno.

 

Nonostante gli investitori restino cauti, mantenendo il loro interesse sui prodotti e Paesi core, iniziano a considerare asset secondari di buona qualità, sempre nelle nazioni core, principalmente ubicate in Europa occidentale. Questi includono immobili non-prime in location secondarie (specialmente in Germania) e/o con un elevato livello di vacancy.

 

In Italia, invece, il volume degli investimenti retail nel 2012, pari a oltre 1,3 miliardi di euro, si è contratto del 42% rispetto al 2011. A influire negativamente sull’immagine della Penisola, i timori dell’uscita dall’area euro, ma anche l’incertezza legata alle vicende politiche e al peso dell’Imu, reso noto solo a dicembre. Pure il settore high street (circa 290 milioni di euro) ha mostrato una flessione di quasi l’80%, a causa della scarsa offerta di immobili in vendita e del disallineamento tra domanda e offerta in termini di valori.

 

“Per assistere a una vera ripresa nel 2013, sarà cruciale trovare una soluzione alla questione della disponibilità di accesso al credito attraverso fonti di finanziamento sia tradizionale, sia alternativo”, commenta Alessandro Mazzanti, ceo di Cbre Italia.

 

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