Mercato Cinese

Iffg aprirà a Shanghai il primo concept store dedicato al made in Italy

Oggi, 18 febbraio a Milano, il gruppo asiatico Iffg - International Fine Fashion Group - ha comunicato i passi avanti del progetto rivolto ai brand made in Italy di qualità, a un prezzo accessibile, da portare in Cina. In settembre è previsto l’opening del primo concept store Iffg, all’interno dello shopping center Golden Eagle, a Shanghai.

 

Il gruppo cinese dichiara di aver già firmato contratti con 100 marchi italiani della moda, che esporranno in nove fashion center in importanti città cinesi, come Changsha, Shenzhen, Xian, Hangzhou, Pechino, Wuhan, Shengyang e Xiamen, con una strategia commerciale multicanale che affianca alla vendita al dettaglio, l’ingrosso e l’online.

 

«Mentre i grandi marchi della moda internazionale stanno perdendo quote di mercato in Cina - ha detto Dan Jiang, project manager di Iffg - la domanda di prodotti italiani di qualità, e dal prezzo ragionevole, continua a crescere in modo costante».

 

«Nel 2015 le nostre stime parlano di un aumento dell'import di prodotti di womenswear dalla Penisola di circa il 32% - ha aggiunto Dan Jiang -. Si tratta di aziende storiche della tradizione italiana, ma anche di linee nuove e stilisti emergenti, destinati a incontrare il gradimento di grandi fasce di consumatori cinesi, soprattutto quello delle classi medie urbane emergenti». 

 

«Le tendenze del mercato della moda sono ben delineate – ha commentato Antonio Fossati, ceo di Rds Company –. Crescono il middle luxury e il fast fashion. I mercati più promettenti sono l’Asia e il Nord America. Il modello più efficace per esportare è quello di appoggiarsi a distributori locali che abbiano forti canali di sell out».

 

Nei concept store di Iffg esporranno marchi italiani selezionati in base a qualità, taglio stilistico e accessibilità del prezzo. Prodotti legati a una nuova idea di lusso e capaci di imporsi a una larga fascia di consumatori cinesi.

 

Giacomo Gardumi, chairman di Retaily, ha rassicurato sul fatto che le turbolenze dei mercati finanziari non influiscono sull’import cinese di moda italiana.

 

«L’interscambio tra Cina e Italia nel comparto moda crescerà di anno in anno - ha precisato Gardumi -. Le tempeste speculative registrate sulle borse di Shanghai e Shenzhen non impattano sull’ economia reale della Repubblica Popolare che, per sua natura, è impermeabile alle dinamiche della finanza internazionale».

 

Alla conferenza stampa hanno partecipato alcuni marchi che hanno aderito al progetto di Iffg, tra questi Orciani.

 

«Guardiamo al mercato cinese con la forza di chi sa di avere costruito nel tempo una storia fatta di eccellenza, di qualità e di passione- ha dichiarato Claudio Orciani, presidente di Orciani -. Motore primo e obiettivo ultimo di questa nuova sfida, in partnership con Iffg, sarà quello di esportare in Cina non solo il made in Italy, ma la cultura del bello e del fatto a mano, elementi essenziali del segmento “fashion luxury”».

 

 

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