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Milano Moda Uomo: i buyer internazionali a caccia di giovani designer

Tutti presenti a Milano e mediamente soddisfatti di quanto visto, i più importanti compratori del mondo pongono l’accento sulle collezioni dei giovani designer. L’auspicio è che il calendario sia sempre più ricco di novità. Sul fronte budget, gli americani aumentano gli ordini, mentre russi e cinesi frenano.

 

«Una stagione nel complesso positiva – dice a fashionmagazine.it  Eric Jennings, fashion director di Saks Fifth Avenue -. Mi sono entusiasmato per Ermenegildo Zegna, sia per le proposte che per l’ambientazione. Fantastica Etro, piena di energia e positività: ho apprezzato il grande rispetto mostrato per il lavoro dei sarti e per l’artigianalità, eccellenza del made in Italy. Fendi è la collezione più esclusivamente lussuosa presentata a Milano. Ma ciò che ho apprezzato maggiormente sono i fashion show di Msgm e Andrea Pompilio: spero proprio che la capitale della moda italiana ci riservi sempre più sfilate di giovani designer».

 

Sul fronte delle tendenze moda, Jennings promuove l’abbigliamento formale, che «diventa il nuovo sportswear», declinando comfort e sartorialità.  «I nostri clienti, sempre più attenti alla moda e informati, grazie anche a Internet, apprezzano moltissimo il made in Italy e le sue interpretazioni - spiega Jennings -. Le vendite del menswear stanno andando a gonfie vele, stiamo pertanto  investendo in questo business e aumenteremo i budget».

 

Dall’altra parte del mondo, nella Greater China, si guarda con attenzione alle conseguenze della politica anti-corruzione e anche anti-lusso promossa dal presidente Xi Jinping, che di fatto sta provocando un rallentamento delle vendite di moda e accessori (per certi marchi si parla anche di flessioni del 30%). Pare anche che colpisca direttamente alcune maison internazionali, quelle di cui il Governo sconsiglia in special modo l’acquisto (mentre promuove aziende e marchi cinesi).

 

«Taglieremo moderatamente i budget  - testimonia David Hong, alla guida the The Swank Shop a Hong Kong - perché la situazione è molto incerta. I nostri negozi nella Cina mainland stanno soffrendo e anche  qui da noi le prospettive non sono rosee. I cinesi ascoltano quanto dice il presidente e pertanto tendono a non ostentare. Questo non vuole dire che chi se lo può permettere rinuncia  al lusso, ma lo indossa con discrezione». «A Milano - prosegue Hong - avrei voluto respirare un’atmosfera più frizzante e trovare altre novità oltre a quelle presenti, anche se qualche sfilata mi ha fatto tornare il buon umore».

 

È anche vero che se da un lato il governo cinese sta portando avanti la campagna moralizzatrice, dall’altro, essendo proprietario in modo diretto o indiretto di tutti i centri commerciali presenti sul territorio, non può certo rinunciare agli affitti stratosferici pagati dai marchi. Pertanto, come sempre, si tratterà di trovare il giusto equilibrio tra le esigenze della politica e quelle commerciali.

 

Luci e ombre pure in Russia, dove si sta archiviando uno degli inverni più caldi degli ultimi anni. «Il mercato è poco dinamico, ma non solo per problemi metereologici - dice Ekaterina Moiseeva, alla guida con il marito Mikhail Kusnirovich di Bosco di Ciliegi a Mosca -. È difficile capire il perché. Certo non è d’aiuto il clima di incertezza generale diffuso nel Paese, che tra l’altro porta sempre più famiglie di russi benestanti a trasferirsi all’estero (e quindi a comperare altrove). Di conseguenza confermiamo i budget per alcune collezioni, mentre per altre li taglieremo del 5-10%».  

 

Al momento l’attenzione è comunque rivolta a Sochi, alle Olimpiadi Invernali in scena dal 6 al 23 febbraio e a tutti gli investimenti fatti anche nel retail. L’incognita riguarda ciò che succederà una volta spenti i riflettori sulla manifestazione sportiva. Bosco di Ciliegi, oltre a essere sponsor delle Olimpiadi, è il distributore russo che ha investito maggiormente in questa località turistica che si affaccia sul Mar Nero e dista  45 minuti di macchina dalle piste da sci.  “Abbiamo già aperto i monomarca Gucci, La Perla, Etro, Omega in franchising e Louis Vuitton in collaborazione con la maison francese e ne inaugureremo altri prima dell’estate – racconta Moiseeva - . Ovviamente confidiamo che tutto ciò che è stato fatto per le Olimpiadi generi un flusso turistico duraturo nel tempo. Adesso però è impossibile dirlo”. (Nella foto una proposta di Andrea Pompilio per l’autunno-inverno 2014-2015).

 

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