Mercato

Osservatorio Acquisti Cartasi: l’inizio della ripresa nel 2014

Secondo l’Osservatorio Acquisti Cartasi, bisognerà attendere almeno un anno per uscire dalla crisi. La ripresa è prevista nel corso del 2014, quando la spesa con carta di credito supererà gli 80 miliardi di euro, 4 miliardi in più rispetto al 2012. Borghi, presidente di Federazione Moda Italia, chiede comunque subito dei provvedimenti  a favore del dettaglio tradizionale.

 

Oggi a Milano si è rinnovato l’appuntamento con la presentazione annuale dell’Osservatorio Acquisti Cartasi e per l’occasione è stato anche lanciato il servizio previsionale basato sulle dinamiche di spesa.

 

Il 2012, come ha spiegato Roberto Romanin Jacur, presidente di Cartasi, è stato un anno particolare che ha segnato il passaggio della crisi da finanziaria a reale, con un totale della spesa da carta di credito pari a 76,3 miliardi di euro. Per quanto riguarda i primi mesi del 2013, i risultati dello shopping durante i saldi e per Pasqua evidenziano in modo inequivocabile lo stato di impasse del mercato italiano. Si calcola che il trend della spesa annuale cresca complessivamente dello 0,8%, mentre per il 2014 l’incremento previsto è del 2,4%. Un ruolo determinante continuerà a giocarlo il canale e-commerce: se lo si esclude gli andamenti stimati indicano rispettivamente un calo dell’1% e un aumento dello 0,8%.

 

“Il commercio elettronico - ha precisato Francesco Pallavicino, responsabile scenari di mercato e posizionamento Cartasi - sta modificando le abitudini di spesa degli italiani: gli acquisti sul web hanno orari e cadenze molto diverse da quelli del mondo fisico, non sono legati al concetto di ricorrenza dello shopping,  hanno superato quello del saldo e facilitano le possibilità di confronto (favorendo perciò la concorrenza). Se nel2012 il valore complessivo degli acquisti è cresciuto nominalmente del 2,6%, l'e-commerce si è espanso addirittura del 16,5%”.

 

In generale, le modalità di ripresa saranno diverse da regione a regione e, a livello settoriale, si confermeranno alcune recenti macrotendenze: continueranno a performare bene i settori delle telecomunicazioni - anche se rallentano gli acquisti in tecnologia -  e dei servizi consumer, mentre il comparto abbigliamento e calzature, con un -10,2% nel 2013 e il -8,5% nel 2014, accuserà la contrazione maggiore.

 

Non a caso Renato Borghi - presidente di Federazione Moda Italia, la più importante associazione del dettaglio di moda italiano e vice presidente delegato di Confcommercio - ha tenuto a ribadire che sui consumi incidono principalmente due aspetti fondamentali: il reddito disponibile netto delle famiglie, purtroppo sceso ai valori di 20 anni fa, e il sentiment che non può stupire sia crollato, evidenziando lo stato di preoccupazione in cui vive la gente. Pertanto, Borghi ha ribadito che per dare ossigeno alle aziende (nel 2013 è previsto che ne chiudano 95mila) siano necessari la riduzione della pressione fiscale, il blocco dell’aumento dell’Iva, l’apertura al credito da parte delle banche e l’alleggerimento burocratico.

 

“In ogni caso, non manca l’ottimismo e lo si trova osservando la realtà, a partire dall’impegno messo da tutti coloro che ogni giorno, nonostante le difficoltà, aprono i propri negozi per andare avanti e pagare lo stipendio ai collaboratori”, ha concluso Borghi, aggiungendo: “Non pretendiamo che il governo ci aiuti, ma almeno non ci metta i bastoni fra le ruote”.

 

L’articolo completo sull’Osservatorio Acquisti Cartasi sarà pubblicato sul numero 1869 di Fashion, in uscita il 14 giugno,  dedicato alla moda maschile.

 

Elisabetta Campana

 

 

 

 

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