Mercato obbligazionario

Oltre 600 le società della moda con i requisiti per emettere i mini-bond

Sono oltre 600 le società di capitali italiane attive nel tessile-abbigliamento e pelle con i conti in ordine per accedere al mercato obbligazionario. È quanto emerge da un'analisi della società di rating Crif, che ha individuato quasi 10.500 "virtuose" dell'economia nazionale.

 

I settori tessile-abbigliamento e pelle, con 607 società, rappresentano il 5,8% del totale individuato da Crif: secondo l'agenzia di rating italiana (la prima riconosciuta secondo la recente regolamentazione europea) hanno tutti i requisiti per reperire risorse finanziarie attraverso l'emissione di mini-bond (disciplinati dal Decreto Sviluppo 2012) o, più in generale, accedendo al mercato obbligazionario. Nell'ambito dei tre segmenti, il tessile spicca con 244 aziende, seguito dalla pelletteria (189) e dall'abbigliamento (174).

 

Lo studio ha preso in esame realtà il cui fatturato risulta come minimo di 5 milioni di euro l'anno, con un margine operativo lordo pari almeno al 10% del fatturato e che si è mantenuto positivo negli ultimi tre anni e con un rapporto debiti finanziari/patrimonio netto non superiore a quattro.

 

"Questo studio - commenta Francesco Grande, direttore business development di Crif - fotografa un target di aziende in crescita, che continuano a investire anche su progetti di medio-lungo termine e che sembrano in grado di sostenere piani di sviluppo sia con mezzi propri, sia con risorse finanziarie da reperire, sempre più spesso, al di fuori di circuiti tradizionali".

 

"Si tratta - aggiunge - di una parte importante del nostro Paese che non si è fermata durante questi anni di congiuntura economica negativa ma che, anzi, guarda con fiducia al futuro e vuole continuare a crescere. Per farlo ha bisogno di essere adeguatamente assistita, dentro e fuori il sistema bancario”.

 

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